Fibra, tutto quello che c’è da sapere prima di attivarla

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Fibra ottica

La guerra della fibra ottica è in pieno svolgimento tra gli operatori telefonici, con risvolti anche politici oltre che finanziari. Ma cosa vuol dire per il cliente finale trasformare la propria linea dati e telefonica in una linea fibra? A quale tra le tante strabilianti velocità promesse potrà viaggiare? Cerchiamo di fare chiarezza.

Prima di tutto è bene ricordare che, nonostante gli investimenti degli operatori telefonici, non tutta Italia può ancora godere della velocità della fibra. Chi può goderne, invece, deve distinguere tra due sigle: FTTCab e FTTH. Cosa vogliono dire? Indicano il punto di arrivo del cavo in fibra. La prima sigla, FTTCab, si usa quando il cavo in fibra ottica arriva fin sotto casa, ma non dentro casa. L’ultimo viene percorso dunque dal vecchio cavo in rame, croce e delizia della telefonia classica. FTTH, invece, indica che il cavo in fibra arriva fin dentro casa.

Cosa cambia per il cliente? Naturalmente la velocità di navigazione. Una fibra FTTCab garantisce una navigazione fino a 200 MB/s, mentre la FTTH, attualmente, viene venduta dagli operatori come una strabiliante 1000 MB/s. Non vi fate però prendere dagli entusiasmi, perché la copertura FTTH sul territorio italiano è ancora in percentuale minima anche se è proprio su questo tipo di collegamento dati che si sta giocando la partita tra gli operatori telefonici.

Chiariamo poi un paio di punti controversi. E’ vero che che attivando la fibra vengono disattivate tutte le prese secondarie di casa e si può usare soltanto il telefono collegato direttamente al modem? Non è del tutto vero. Infatti in molti casi, anche con la fibra, l’impianto può essere completamente recuperato permettendo dunque di utilizzare tutte le prese di casa.

Secondo quesito molto diffuso: è vero che con la fibra in caso di black-out il telefono non funziona? La risposta è si. La linea telefonica passa dal modem e dunque in caso di black-out e di spegnimento dello stesso modem i telefoni andranno ko. Un problema per tutti coloro che hanno impianti di videosorveglianza collegati alla rete internet di casa, ma risolvibile con l’installazione di un piccolo gruppo di continuità.

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