CONDIVIDI

Netflix è arrivato in Italia e la Rai non tarda a controbattere l’offerta del colosso americano. L’obiettivo della nostra televisione di Stato è creare una piattaforma di streaming on-demand dove riversare i propri contenuti televisivi, visibili su smartphone, tablet e smart TV, un po’ come Netflix (o sul modello di Infinity, Sky Online e Tim Vision tanto per citarne qualcuno più “nostrano”).

62f78e28-3c58-11e5-923b-31d1f7def042

Il direttore generale Rai, Antonio Campo Dall’Orto, ha spiegato che questa nuova piattaforma di streaming Rai offrirà un catalogo online a pagamento con film e serie tv di alta qualità, ma punterà anche sui contenuti gratuiti per intercettare inserzionisti pubblicitari fino ad oggi sfuggiti al servizio pubblico, che porterebbero ricavi per 60 milioni l’anno (contro gli attuali 40 milioni del via cavo). Una bella novità nella storia della televisione di Stato.

Affinché, però, l’offerta di pay-tv Rai possa diventare realtà, dovremo aspettare che il Parlamento approvi una norma che autorizzi l’operazione. Il via libera prevede due atti: il Contratto di Servizio che, ogni tre anni, precisa i diritti e i doveri della televisione pubblica rispetto agli italiani; e poi la Convenzione, che l’anno prossimo tornerà ad assegnare i compiti di servizio pubblico alla nostra Rai in occasione del suo rinnovo decennale.

Abbonamenti

L’offerta via Internet della Rai è molto simile ai normali servizi di pay-tv o streaming on demand. Dopo una breve procedura di registrazione e abbonamento, agli italiani sarà proposto di versare un importo mensile fisso (anche modesto) per accedere all’intero catalogo con contenuti di alta qualità (alcuni dei quali accessibili senza pagare).

Fino a qui nulla di diverso rispetto a Netflix o altri servizi del genere. Allora cosa avrà di diverso la piattaforma Rai? Beh, come spiega anche Campo Dall’Orto, la televisione di Stato che sfrutta Internet avrà dei punti di forza rispetto allo “straniero” in termini di riconoscibilità del proprio brand, ampia base di clienti, spinta commerciale potenziale, disponibilità di contenuti proprietari locali, e una lunga esperienza nel soddisfare i gusti del pubblico italiano.

Siamo agli albori”, ammette la Rai, ma presto questo mercato avrà presto un valore di 3,85 miliardi nella sola Europa Occidentale: la vera sfida sarà trasferire anche qui in Italia questa crescita impetuosa. “Il treno prima o poi comincerà a correre” – dice fiducioso il direttore generale Rai.

Il catalogo Rai online

rai_netflix

Su questo catalogo di pregio, Campo Dall’Orto è ottimista perché la Rai ha un patrimonio unico di contenuti nelle Teche. per non parlare del fatto che, ogni giorno, l’azienda produce o acquista sempre nuove opere per alimentare i suoi 14 canali. Tutto questo, riversato sul web, darà vita ad un catalogo ricco di storia della nostra nazione, ora facilmente accessibile, con in più tanti nuovi contenuti studiati ad-hoc per il pubblico italiano.

Per fare chiarezza sul palinsesto che sarà possibile utilizzare anche via Internet dalla Rai in questa nuova esperienza, Campo Dall’Orto ha avviato una Anagrafe dei Diritti. In questo modo l’azienda saprà subito che cosa può essere trasmesso e dove, e sopratutto cosa dovrà comprare per la sua Netflix casalinga.

Adaptive streaming

Se Netflix è diventata un colosso è grazie a innovative e costose tecnologie che hanno reso il suo servizio impeccabile al pubblico. Così punta a fare anche la Rai, una TV via Internet con una tecnologia che si adatta in automatico alla velocità Internet di ogni abbonato. Il sistema elastico, ribattezzato “adaptive streaming” , garantisce una visione senza interruzioni. Per questo motivo sono già stati sondati fornitori di punta come Accenture, Ericsson, Pixel e l’italiana Tiscali.

La nuova piattaforma Rai dovrebbe arrivare tra 6 mesi (nella migliore delle ipotesi), o tra 10 mesi nella peggiore. Tutto ora sta a vedere come questo progetto potrà rendere al meglio nell’Italia orfana della banda larga e larghissima.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS