Immigrazione, altra tragedia a Lampedusa

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L’Italia ha bisogno del sostegno dell’Unione Europea per fronteggiare l’emergenza immigrazione. Il grido d’allarme viene lanciato direttamente dall’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che, a seguito della tragedia avvenuta nei giorni scorsi al largo di Lampedusa in cui hanno perso la vita 29 persone, richiama l’attenzione di Bruxelles sulla situazione che, ormai quasi quotidianamente, il nostro Paese è costretto a vivere in solitudine.

La situazione

Secondo l’Unhcr, nonostante gli sforzi dei soggetti coinvolti nel soccorso, l’operazione Triton non fornirebbe mezzi sufficienti a contrastare l’emergenza immigrazione: la scorsa notte, infatti, circa 22 persone avrebbero perso la vita per ipotermia proprio a bordo dell’imbarcazione che avrebbe dovuto condurle in salvo. Quella di Lampedusa è stata la prima tragedia del mare del 2015 e, nonostante le condizioni meteorologiche non siano state ottimali, già molti migranti hanno tentato la sorte attraversando il Mediterraneo con la speranza di raggiungere le nostre coste.

I numeri

Secondo i dati forniti dallo stesso Unhcr, in Italia a gennaio sono stati registrati 3.528 arrivi, rispetto ai 2.171 del gennaio del 2014: se si aggiungono i morti di due giorni fa, le morti arrivano a 50 contro le 12 dello stesso periodo dello scorso anno. E il timore è che il fenomeno immigrazione non si plachi. Altre persone avrebbero cercato di raggiungere le nostre coste la scorsa notte: oltre al gommone che trasportava più di 100 migranti, altre 9 persone sono state recuperate da altre imbarcazioni alla deriva al largo della Libia. «L’aiuto all’Italia garantito dall’operazione di Frontex denominata Triton e dall’Easo (l’ufficio di supporto per l’asilo a livello europeo) non possono essere l’unica forma di solidarietà e di umanità che l’Europa è in grado di dimostrare» conclude l’Unhcr.

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