The Binding of Isaac: Rebirth – la recensione

810
0
CONDIVIDI

The Binding of Isaac è un gioco del che ha avuto un grande successo ma aveva anche qualche problema, il più importante è che era stato sviluppato in Flash, cosa che lo rendeva molto poco performante in alcuni casi: Edmund McMillen, l’ideatore, ha quindi impiagato un paio d’anni per creare una versione migliorata ampliata e non in Flash grazie a Nicalis – lo sviluppatore, The Binding of Isaac: Rebirth.

La prova

Noi abbiamo provato brevemente il gioco, che ci ha piacevolmente colpito: la grafica – per quanto volutamente retro – è migliorata, soprattutto negli effetti di luce dell’ambiente circostante, e il gioco non soffre più dei lag della precedente versione, segno che davvero lo sviluppo in Flash aveva qualche problema. Grazie al passaggio ad un motore grafico migliore, ora è anche possibile salvare il gioco, cosa che nel primo capitolo non era possibile sempre a causa delle limitazioni di Flash. Ad ogni buon conto la modalità di gioco è la stessa del precedente capitolo, ma è stata aggiunta la modalità cooperativa ma solo in locale. Per tutte le informazioni sugli oggetti e sui boss è necessario assolutamente riferirsi alla Wiki ufficiale, in quanto la lista sarebbe davvero lunga. Per una lista esaustiva degli oggetti potete utilizzare questo sito.

La storia del gioco è la stessa del precedente capitolo: Isaac, per sfuggire alla madre, scappa nei sottofondi di casa sua e vaga nelle profondità sconfiggendo vari nemici e boss. Noi abbiamo affrontato il secondo livello del gioco, con il relativo boss scelto casualmente tra i 16 attualmente disponibili nel gioco, come potete osservare nel video qui sotto, dove abbiamo anche lasciato volutamente la presentazione iniziale con la storia completa.

Il Verdetto

Con la recensione non possiamo entrare nel dettaglio: il gioco è veramente vasto e diventa sempre più difficile mano a mano che si va avanti, ma è sempre divertente e gode di una rigiocabilità elevatissima, grazie anche al fatto che è un sand-box generato casualmente ad ogni partita. Secondo noi The Binding of Isaac: Rebirth è tutto ciò che non era il precedente capitolo, più qualità grafica, più oggetti, più mostri, meno Flash: se avete apprezzato The Binding of Isaac, non perdetevi Rebirth, ne vale la pena.

The Binding of Isaac: Rebirth è disponibile dal 4 novembre su Steam e senza DRM a 14,99 euro su Humble Bundle per quanto riguarda il PC, mentre Sony lo ha distribuito su PS4 e PS Vita.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS