Riforme: i 1000 giorni di Renzi

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Il prsidente del Consiglio ha presentato, in conferenza stampa con i ministri Maria Elena Boschi e Graziano Delrio, il cronoprogramma del governo. 1000 giorni, “per cambiare l’Italia”. Uscito dalla logica dei 100 giorni che ha accompagnato la programmazione iniziale dei governi passati, il premier fissa una scadenza a medio termine di circa tre anni per le riforme da mettere in campo nei diversi settori della macchina statale.

Maggio 2017, è questo, per Renzi, il termine fissato oltre il quale essere giudicato. Lavoro, riforma del Senato e legge elettorale, riforma della Pubblica Amministrazione, Giustizia, semplificazione fiscale, Sblocca Italia, estensione del bonus di 80 euro, i punti salienti della programmazione. “Abbiamo fatto molto”, rivendica il premier, “ma non basta”. Ribatte a chi diagnosticava al governo una sindrome da “annuncite” il segratario PD, e sostiene: “rispondiamo con l’elenco di date a cui ci siamo auto-costretti”.

Per rendere partecipi i cittadini del “programma dei mille giorni”, il presidente del Consiglio vara un nuovo sito internet: passodopopasso.italia.it, in cui vengono esposti provvedimenti già assunti e proposte future dell’esecutivo. Il ministro Boschi spiega che il governo riferirà al Parlamento delle iniziative presentate; in un “atto di riguardo” verso le Camere, aggiunge il premier. “Risparmio, semplificazione e rinnovamento” i criteri da osservare. Nuova filosofia per il leader democratico quindi: passo dopo passo. Superata la fretta e l’urgenza iniziali, lo sforzo di “cambiare il Paese alla radice”  “richiede -ora, per Renzi- lo spirito del maratoneta, più che la velocità dello sprinter”.

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