Sprechi Pubblica Amministrazione: 1 miliardo per le telefonate

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In vista della prossima legge di stabilità, da presentare ad ottobre, il Ministero dell’Economia si impegna ad individuare e tagliare spese superflue nella Pubblica Amministrazione. In ottica spending-review sono state vagliate le voci di uscita dei vari organi della macchina amministrativa. Ad emergere, tra gli sprechi stimati, quelli relativi alle telefonate: 1 miliardo di euro. A fronte di tariffe agevolate e più basse del 72% rispetto a quelle applicate alla cittadinanza, gli uffici pubblici non riescono a contenere le spese per le comunicazioni. La motivazione, per il Tesoro, è da individuare nell’arbitrio con cui ogni singolo ente conclude i contratti con i vari gestori.

Sui dati del 2012 emblematica risulta la trattativa autonoma gestita dal Ministero dell’Interno (Cancellieri) con Telecom Italia: chiusura a 521 milioni di euro. Il contratto, secondo l’autorità Anti corruzione sarebbe stato concluso con una “procedura negoziata senza previa pubblicazione”. La Corte dei Conti si sta occupando della vicenda e ha aperto un contenzioso con il Viminale. Molti altri i casi presi in esame. Besana in Brianza, 15.500 abitanti, nel 2013 chiude un accordo con Fastweb a 451 mila euro per “servizi di comunicazione e connettività in fibra ottica” per gli edifici comune. Contratto costato circa 30 euro per abitante.

Nelle trattative nessun ente, dall’Arma dei Carabinieri all’Istat, ha usato il filtro della Consip, Centrale Nazionale Acquisti, gestita dallo stesso Ministero del Tesoro. Intanto Cottarelli e Cantone, rispettivamente commissario alla spending review e presidente dall’Autorità nazionale anticorruzione, stimano in 6-7 miliardi la cifra da tagliare sugli acquisti della pubblica amministrazione per il prossimo anno.

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