Come Picasso aiuta gli istruttori di Apple a formare i neo assunti

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Da quanto rivela un post su Twitter, Apple potrebbe essere la prima e unica società di prodotti tecnologici ad osare di compararsi con un grande maestro di arte del passato, Pablo Picasso. Questo almeno è quanto è stato riferito da alcuni neo assunti della compagnia di Cupertino, i quali durante una lezione di un corso di formazione sono stati testimoni delle parole del loro istruttore, che a paragonato una serie di 11 litografie di Picasso, rappresentanti il quadro “The Bull”, alla tecnica utilizzata da Apple per costruire i propri device.

Secondo i pareri di molti, questo paragone servirebbe per spronare i suoi novizi a non puntare verso gli aspetti complessi degli oggetti, ma verso la semplicità, per trasformare ogni cosa in una grande opera d’arte. L’Università di Apple è stata fondata da Steve Jobs con lo scopo di insegnare ai propri dipendenti la cultura della azienda e in quale modo questa si sia sviluppata a livello tecnologico nel corso degli anni. Pur non essendo obbligatori, i corsi ottengono sempre il massimo degli iscritti.

Di questa università e dei suoi corsi non si è mai parlato pubblicamente, non perché nessuno abbia mai voluto scriverci qualcosa a riguardo, ma solo perché Apple ha sempre mantenuto un certo grado di riservatezza, stabilendo dure regole ai propri dipendenti, ai quali non è permesso ne fare foto ne parlare delle lezioni al di fuori dell’edifico. La stessa cosa vale per gli istruttori, i quali non possono per nessuna ragione parlare delle proprie lezioni in nessun tipo di intervista. Nonostante queste severe regole, 3 dipendenti hanno accettato di parlare con il New York Times in maniera anonima, e hanno descritto il programma usato da Apple per istruire i propri nuovi assunti.

A differenza di altre aziende, Apple effettua tutto l’anno regolari corsi di formazioni home made, rivolti ai propri dipendenti e in particolare ai neo assunti. I docenti sono istruttori, scrittori ed editori, e a questi è assegnato l’arduo compito di creare il proprio corso, e di insegnarlo ai propri studenti. Alcuni di questi professori provengono da università di un certo calibro, come Yale, Harvard, Berkeley, Stanford e il MIT, e nonostante gli insegnamenti ad Apple continuano a mantenere la loro posizione all’interno di esse.

Il programma di formazione è stato creato da Joel Podolny della Yale School of Management, nel 2008, cioè quando Jobs lo assunse per questo ruolo. Nel programma sono presenti numerosi tipologie di corsi, a cui i dipendenti possono iscriversi attraverso un sito web interno che è disponibile per i soli lavoratori della Mela. Esiste persino un corso che insegna ai fondatori di una società ad adattarsi con uniformità alle risorse di Apple in seguito ad un’acquisizione. Altri corsi sono prettamente più professionali, come corsi su come prendere importanti decisioni aziendali, che la stessa Apple ha preso quando ha reso l’iPod e iTunes compatibili con Windows. Decisioni che non sono facili da prendere ne da digerire, ma che sono necessarie per riscuotere un discreto successo, come accadde con l’iPod.

I corsi sono svolti all’interno dei Campus di Apple, in una serie di edifici denominati City Center e sono tutti tenuti con prodotti Apple. Le aule sono molto spaziose, luminose e di forma trapezoidale, in modo da permettere anche a quelli in ultima fila di poter assistere nel meglio dei modi alle lezioni. A volte i corsi vengono tenuti in sedi estere, come la Cina, e i professori devono viaggiare fino in questi luoghi per poter seguire la propria lezione.

Tra i professori ci sono alcuni personaggi noti nel campo tecnologico come Randy Nelson, dello studio di animazione Pixar, il quale si occupa del corso di “Comunicazione di Apple“. Il corso è aperto a varie fasce di dipendenti e si concentra su di uno stile di comunicazione chiaro ed intuitivo. Ed è proprio durante una delle sue lezioni, che Nelson ha proiettato alcune slide rappresentanti una serie di 11 litografie del toro di Picasso, che il pittore a creato a partire dal 1945. Nelle prime rappresentazioni il toro possiede tutte le sue componenti anatomiche ben definite, le quali però svaniscono in quelle successive, e Nelson ha commentato questa tecnica in questo modo:

“Si passa attraverso più interazioni fino a quando si può semplicemente inviare il messaggio in modo più conciso, e questo è vero per il marchio Apple ed è tutto ciò che facciamo.”

Per spiegare con un esempio pratico ciò che Nelson voleva intendere con questo paragone, ha preso il telecomando utilizzato per la Apple TV e lo ha messo a confronto con quello utilizzato da Google. Quello per la Google TV possiede 78 pulsanti mentre quello per l’Apple TV ne ha solamente 3. Il perché della scelta dell’impiego di soli tre è riconducibile all’idea di Apple di ricercare la semplicità delle cose in ogni suo aspetto.

Un altro corso denominato “The Best Things”, tenuto dal professore Joshua Cohen della Stanford University, ha lo scopo di spingere i propri dipendenti a circondarsi di cose migliori, cioè trasformare le tecnologie informatiche complesse in forme il più comprensibili e naturali possibile. Ben Bajarin, analista di tecnologia di consumo per Creative Strategies, ha affermato quanto la Apple University possa essere importante per permettere alla compagnia di crescere.

“Quando si analizzeranno gli studi di Apple seguiti a partire da oggi, l’unica cosa che non mancherà di vedere è che quella mostrata da Apple sia una vera e propria cultura, nella quale i dipendenti credono e seguono per riuscire a cambiare la vita alle persone.”

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