Andorid L: nuova App fotocamera

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I mega-pixel aumentano, i sensori divengono sempre più sensibili ed aperti ad esposizioni di luce maggiori, le foto sugli smartphone hanno ormai raggiunto un ottimo livello. Certo dipende dal device che si sta utilizzando e quindi dall’hardware che vi è installato. In alcuni casi, però, tra smartphone differenti, ma che montano la medesima fotocamera, la resa sembra essere diversa. Come mai?

Quello che non tutti considerano è che, trattandosi di codifiche e decodifiche digitali, un ottimo hardware non può bastare per avere ottimi risultati, è necessario un software adeguato per tradurre nel migliore dei modi gli stimoli elettrici che lo stesso hardware propone. Proprio per questo motivo è ormai più di un anno che Google è a lavoro sullo sviluppo di nuove API dedicate alla fotocamera. Forse è necessario, però, fare un piccolo passo indietro e chiarire cosa significa questo acronimo API?

Alla lettera: Application Programming Interface (interfaccia di programmazione di un’applicazione). Come scrive Wikipedia: “In informatica, si indica un insieme di procedure per gli sviluppatori, raggruppate a formare un set di strumenti specifici per l’espletamento di un determinato compito all’interno di un certo programma. Spesso con tale termine si intendono le librerie software disponibili in un certo linguaggio di programmazione“.

Adesso che è più chiaro di cosa stiamo parlando, farà piacere a tutti i possessori di smartphone e tablet Android sapere che con la versione L dell’OS di Mountain View, saranno rilasciate le nuove API per la fotocamera. Le novità che apporteranno al sistema per catturare le immagini saranno notevoli ed importanti.

A subire drastici miglioramenti sarà sia la performance che le funzionalità delle nuova APP camera. Infatti verrà eliminato il problema del collo di bottiglia che si crea attualmente dopo uno scatto, concedendo all’APP la possibilità di utilizzare integralmente la velocità di chiusura e apertura dell’obiettivo senza che subisca alcun rallentamento, novità davvero sensazionale.

Parliamo quindi di poter girare filmati in HD a 40 FPS mentre vengono scattate 9 fotografie al secondo a 13 MegaPixel. Data la velocità di esecuione, le nuove API permetteranno di utilizzare la funzione scatto continuo reale al 100%, catturando più di 11 immagini al secnodo! Per non parlare della velocità di esecuzione migliorata per quanto riguarda la modalità di scatto HDR e l’introduzione dell’HDR+. Verrà anche introdotta una funzione simile al formato RAW: il Digital Native.

Ovviamente verranno introdotti una serie di comandi manuali innovativi e verrà anche arricchita la fase di post elaborazione di uno scatto. I nuovi controlli e configurazioni saranno:

  • Exposure time
  • Frame duration
  • Flash trigger
  • ISO sensitivity
  • Lens focus distance
  • Color correction matrix
  • JPEG metadata
  • AE/AF/AWB mode
  • AE/AWB lock
  • Metering regions
  • Precapture AE trigger
  • Capture intent
  • Video stabilization
  • Crop region
  • Tonemap curve
  • Precapture AE trigger

Davvero tanta roba. Ovviamente godranno direttamente di queste novità tutti i possessori di Nexus (sia smartphone che tablet) che verranno aggiornati ad Android L, ma anche chi monta ROM come CyanogenMod o ParanoidAndroid (e tutte le  altre su base Pure Android). Ma di sicuro anche le ROM stock delle varie Samsung, LG, HTC, Sony ecc subiranno notevoli miglioramenti grazie al lavoro di Google. Non ci resta che attendere ancora con più frenesia il rilascio di Android L e sperare che quanto fatto ci appaghi il più possibile dopo aver realizzato uno scatto.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS
  • raffaele

    Sinceramente nel comparto fotografico scelgo 1000vlt nokia/microsoft che per qnt possono star indietro nelle app di store ma nelle app di fotografia e molto avanzata risp ad Apple e Android.

    • Andrea Antenucci

      Be certo il punto di forza di Nokia e Microsoft è propio il comparto fotografia, c’è da dire che le lenti adottate dalla ex casa finlandese sono, forse, una spanna sopra quelle della concorrenza, quindi il merito non è tutto software.