Google: Project Loon operativo entro 12 mesi

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A distanza di un anno dalla nascita di Project Loon, con il quale Google mira a portare Internet su tutto il pianeta mediante l’utilizzo di palloni aerostatici che consentiranno di collegare al mondo del web anche le aree più remote della Terra, abbiamo alcune notizie circa i progressi fatti nel corso del tempo.

Stando alle parole di Astro Teller, uno dei capi dell’ambizioso progetto di Big G, negli ultimi 12 mesi la società ha lavorato bene, focalizzandosi soprattutto sull’efficienza dei palloni aerostatici e sul sistema di controllo di altitudine, per raggiungere una migliore autonomia di volo e altezze sempre maggiori, ottimizzando così le risorse ed espandendo il più possibile la copertura del segnale.

Tutti i test sono stati positivi e hanno portato ad un miglioramento sostanziale del servizio, dice il boss del progetto di Mountain View, il quale aggiunge anche che entro un anno si potranno mettere in funzione i primi palloni aerostatici, portando internet in uno o più paesi nelle zone remote del mondo.

project loon

Teller ci ricorda inoltre come soltanto un anno fa, agli albori del programma, i palloni avevano una capacità di autonomia di appena pochi giorni ma, dopo un accurato studio sui materiali e un aggiornamento del sistema di volo, ora tali strutture possono rimanere sospese nell’aria per circa 75 giorni ad un altitudine di 60.000 piedi, senza dunque ostacolare il traffico aereo, mentre le strutture che sono state spinte al di sopra dell’altezza delle nuvole hanno potuto resistere per ben 100 giorni.

Questi sviluppi però non bastano a Google, la quale desidera raggiungere nuovi importanti obiettivi nel giro di un anno. Infatti il prossimo passo, che porterà alla definitiva messa in moto del servizio, è volto a rendere operativi contemporaneamente ben 100 palloni aerostatici (il massimo raggiunto oggi è di 25 palloni) per una durata minima di 100 giorni.

Gli obiettivi successivi saranno invece il raggiungimento di 300 e successivamente 400 palloni attivi nei cieli delle regioni da coprire con il segnale nei prossimi anni, in modo da offrire un collegamento ad internet senza interruzioni. Sarà importante dunque gestire bene il tempo di volo di tutti palloni, alternandoli e garantendo un ricambio continuo delle strutture.

Google punta molto sullo spazio, lo ha dimostrato con Project Loon ma anche con l’acquisto di Skybox e Titan Aerospace, due aziende che si occupano di satelliti e missioni spaziali. In particolare, con la recente acquisizione di Skybox per 500 milioni di dollari, l’azienda di Mountain View punta a creare una propria rete di satelliti, utile per migliorare il servizio di mappe e chissà, magari integrarla come supporto al Project Loon.

Non sappiamo quali siano i futuri piani di Google, ma certamente la compagnia fa bene a puntare sullo spazio, poiché le possibilità per il futuro sono davvero infinite e una grande rete di satelliti, unita al know how che man mano acquisirà in ambito aerospaziale, potrebbero tornare utili.

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