GameStop trema in vista di PlayStation Now: -8% in borsa

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Nelle ultime settimane, soprattutto in vista del CES 2014, si era parlato molto della crisi che Sony starebbe vivendo, con vendite in calo e prodotti poco innovativi. Anche noi avevamo dedicato un articolo a tale argomento, augurandoci di rivedere la società giapponese in forze come gli anni d’oro, che l’hanno consacrata come una delle società tecnologiche, informatiche e videoludiche più importanti del mondo. Sapevamo, dentro di noi, che a Los Angeles avrebbe portato qualcosa di unico, ma non immaginavamo così. Infatti, nella giornata di ieri, Sony ha presentato il nuovo PlayStation Now, servizio che permette di noleggiare o abbonarsi per avere accesso ad un vasto archivio di videogiochi.

PlayStation Now è già considerato, a poche ore dalla presentazione, il futuro del gaming, perché va ad integrare il pensiero dello streaming e del cloud, che vi è nei lettori musicali come Spotify oppure nei servizi di noleggio film come Netflix, all’interno del mondo videoludico, in questo caso di PlayStation, andando a creare un vero e proprio ecosistema che a sua volta è agganciato a ogni dispositivo Sony, quindi PlayStation 3, PlayStation 4, PS Vita, TV, tablet e smartphone, oltre a moltissimi altri prodotti, ad esempio gli smartwatch, che però Sony non ha ancora voluto citare.

PlayStation Now

La notizia ovviamente non è piaciuta a GameStop, il più grande rivenditore fisico di videogiochi del mondo, che già nei primi mesi del 2013 si vociferava volesse eliminare l’usato. Sono molti i rumors che vedrebbero GameStop in grande crisi e sono altrettanti i tentativi di guadagnare inserendo prodotti che con il gaming hanno poco a che fare, come i device Apple, iPhone, iPad e Mac, ma anche quelli Android, sia smartphone che tablet. Per non parlare dei gadget e oggetti legati ai videogiochi, come peluche o guide, oltre alle action figures.

Insomma, GameStop non se la sta passando bene, a confermarlo sarebbero anche i dati in arrivo direttamente dalle azioni che, proprio dopo la presentazione di PlayStation Now, sono calate dell’8%, facendo arrivare il costo delle azioni da 48,64 a 44 dollari. Può sembrare poco, ma in realtà non è così. Infatti, per le società che si trovano sotto i 50 dollari ad azione, perdere 4-5 dollari significa aver perso migliaia di euro.

Qui sotto trovate il grafico del momento in cui le azioni sono precipitate:

gstp

A far calare così il costo delle azioni di GameStop sono anche le voci di corridoio, sia quelle vecchie che quelle nuove, le quali erano certe che il digitale non sarebbe mai diventato il mercato di riferimento, e che oggi si smentiscono affermando l’esatto contrario. Gli investitori di GameStop erano cascati proprio in questa rete di rumors, la stessa che ora gli si rivolge contro.

Volendo fare una previsione, copie fisiche e digitali possono convivere benissimo almeno in queste generazioni abituate ai DVD e ai giochi usati venduti da catene come GameStop: tra diversi anni, però, la situazione potrebbe cambiare notevolmente, almeno per l’usato, soprattutto se i prezzi dei servizi come PlayStation Now dovessero rivelarsi convenienti, o comunque inferiori di quelli degli store fisici, e a quel punto vedremo un grande cambiamento nel mondo dei videogiochi.

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