IL PUNTO – Fuochi d’artificio di fine anno

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Un ultima giornata dell’anno così, la sognavamo in molti. Messa da parte la lotta per il titolo, con il Bayern Monaco che praticamente vince anche senza giocare, la lotte per Champions League, Europa League e salvezza, sono ancora apertissime.

Si fermano in un colpo solo sia Borussia Dortmund che Bayer Leverkusen, venendo sconfitte la prima da una super rivelazione come l’Hertha Berlino e la seconda dall’immenso cuore di Werder Brema mai domo. I gialloneri di Klopp scivolano addirittura al quarto posto in classifica, situazione impensabile ad inizio anno. Oltre agli infortuni qualcosa si è inceppato nella macchina perfetta di Jurgen Klopp. A gennaio serve ritrovare unità e tranquillità ma soprattutto serve tornare sul mercato per rinforzare una rosa devastata dagli infortuni e comunque troppo corta per affrontare tre competizioni. Manca terribilmente Gundogan a questa squadra, l’uomo tuttofare che crea da solo gli equilibri. Se a febbraio torna lui, il Borussia è l’unica squadra che può offuscare (in piccolissima parte) il dominio Bayern.

Non deludono invece le due contendenti alla Champions League Borussia M’gladbach e Wolfsburg, che si regalano un 2-2 spettacolare rimandando la lotta a febbraio. Curioso sarà osservare il mercato di entrambe, perchè con un paio di ritocchi si possono raggiungere davvero traguardi inaspettati. Bravo Hecking, perchè il suo Wolfsburg è stata una delle poche squadre a mettere in difficoltà un Borussia che in casa fino ad ora aveva sempre vinto.  Continuano invece a sorprendere Hertha Berlino e Augsburg, ancora in zona Europa League e ancora spettacolari. Luhukay, allenatore che parla poco e fa giocare bene le sue squadre, regala al maestro Klopp un Natale da incubo. I biancoblù giocano alla grande, rischiano poco ma soprattutto vogliono sempre vincere. Inutile adesso parlare di salvezza, l’Europa è ormai un obiettivo serio e fattibile.

Santiago Garcia salva invece la panchina di Dutt e cambia, forse, la stagione del Werder Brema. Il successo di sabato contro il Bayer Leverkusen è una di quelle vittorie arrivate col cuore e con la grinta. I Verdi hanno evidenziato tantissimi limiti tecnici e tattici, in un gruppo dove solo Hunt e Petersen, riescono ad inventare qualcosa. Per ora l’unica arma in possesso di Dutt è la spinta dello splendido pubblico del Weserstadion. Da li si può ricostruire un gruppo che provi a giocare alla pari con le altre. Discorso invece diverso per lo Schalke, che si inceppa ancora a Norimberga e scivola – 4 dal quarto posto. Inutile fare discorsi sul gioco, visto che a al Frankestadion mancavano ben 5 titolari tra cui Boateng e Draxler.  Oggi è stato confermato Keller fino a giugno e la società ha voluto assumere una psicologa che starà vicino alla squadra. Un primo passo forse, per rimettere in piedi una squadra pazza e altalenante come i Knappen.

In coda bellissime vittorie di Braunschweig e Friburgo, che mettono pepe alla lotta salvezza e dimostrano come nessuna delle ultime tre (c’è anche il Norimberga) si sia rassegnata alla retrocessione. Senza Europa League il Friburgo di Streich ha le qualità per tirarsi fuori già da febbraio, considerando anche il calendario. Manca l’appuntamento con la vittoria ancora una volta il Norimberga, che per 65′ ha giocato un ottimo calcio contro lo Schalke. Purtroppo la squadra ha grandi limiti di realizzazione e alla fine gli errori sotto porta li paghi. Seppur tra mille polemiche, vincono anche i Leoni dell’Eintracht contro l’Hoffenheim. Se arrivano i 3 rinforzi di qualità promessi dalla società a Lieberknecht, magari un altro miracolo è possibile.

Finiamo con l’Amburgo, squadra imbarazzante per come gioca. Una società con questo blasone e con questa passione (sabato c’erano 60.000 spettatori allo stadio come sempre) non può regalare queste prestazioni. la società deve imboccare una strada e costruire in un paio di anni un gruppo capace di tornare in Champions League. Di questo passo non si costruisce e si rischia, Calhanoglu ne è l’esempio, di perdere anche i migliori.

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