Ecco perché i droni di Amazon non arriveranno mai

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Alzi la mano chi, quando ha visto il video di presentazione del nuovo servizio in fase di sperimentazione targato Amazon, Prime Air, ha pensato fosse possibile, magari anche a breve. Non vi nascondo che tra queste mani trovate anche la mia. Purtroppo però, non sarà così. Infatti, l’idea è interessante e rivoluzionaria, oltre che assolutamente futuristica e utile, ma per la realizzazione non ci vorranno solo molti anni, ma anche vari cambi in generale. Dopo la presentazione, l’euforia ha fatto pensare a tutti che il mondo sarebbe stato invaso di droni, i quali avrebbero volato da una parte all’altra della nostra città, con pacchi e pacchettini in fase di consegna. Già immaginavamo di poter alzare la testa e vedere non solo il cielo, ma anche qualche puntino nero che schizzava qua e la. Inoltre, molti già avevano iniziato a fare progetti in merito, pensando a quale acquisto avrebbero fatto con questa nuova e fantastica innovazione. Si, fantastica, forse anche troppo per l’epoca in cui viviamo, che probabilmente non le darà modo di nascere, o almeno non entro i prossimi 10 anni.

I motivi per il quale Amazon Prime Air non arriverà sono migliaia, poiché migliaia sono le problematiche legate alla navigazione aerea. Partiamo dal primo scoglio, il raggio d’azione sul quale i droni dovranno muoversi. Ad oggi i droni sono molto intelligenti, hanno centinaia di interessanti funzioni, ma hanno un piccolo difetto: la batteria. Infatti, la batteria dei droni è poco potente, almeno quelle che esistono al momento, anche e sopratutto per le tante funzioni che lo stesso drone deve supportare, dal volo stesso alle funzionalità GPS, quindi geolocalizzazone e sensori vari, che ovviamente scaricano molto. Questo problema potrebbe però essere risolto attraverso l’avvicinamento dei magazzini Amazon nei centri cittadini, almeno in quelli più importanti, quindi nel caso dell’Italia i capoluoghi delle regioni in primis e poi i comuni più vicini e grandi. Anche qui abbiamo un grande ostacolo, Amazon dovrebbe assumere molto personale e questo richiederebbe molti soldi da spendere, ma anche questo potrebbe essere risolto. L’arrivo dei droni infatti, andrebbe a rimpiazzare i fattorini porta a porta, dando modo ad Amazon di risparmiare sullo stipendio di essi.

Mettiamo caso che ciò avvenga, abbiamo un ulteriore ostacolo da superare: le coordinate GPS relative alle stazioni di controllo. Amazon dovrebbe anche costruire, magari vicino ai magazzini, dei piccoli centri di controllo, un po’ come le capitanerie di porto per le navi, i quali dovrebbero controllare 24 ore su 24 le rotte dei propri droni. Anche questo però, potrebbe essere un ostacolo da superare. Fatte le centraline di controllo bisogna pensare ai droni stessi. Dobbiamo pensare che questi oggetti andranno a circa 50 chilometri orari e saranno a pochi metri dalla nostra testa, ciò significa che vi è un pericolo costante per tutti i cittadini. Potrebbe spegnersi improvvisamente un drone e finire in testa a qualcuno, oppure potrebbe andare a scontrarsi contro un palazzo per un problema di coordinate GPS e mille altre ipotesi. Quindi i droni dovrebbero essere collaudati ogni singolo giorno, dopo ogni singolo viaggio, cosa che richiede non solo un personale molto ampio e esperto, ma anche dei costi elevati, per pagare il personale stesso e i vari pezzi rotti. Amazon, da grande potenza economica qual’è, potrebbe risolvere anche questo piccolo problema.

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Ci sono però, delle problematiche che neanche la più grande potenza economica mai esistita al mondo potrebbe risolvere. Ad esempio il meteo, se piove il drone potrebbe bagnarsi e potrebbe rischiare di andare in corto circuito, se nevica potrebbe accumulare il ghiaccio su di se e cadere per la pesantezza, se c’è vento il drone potrebbe essere sbalzato via… insomma, la natura non può essere ne controllata ne prevista alla perfezione. Abbiamo poi dei pericoli legati alla mente umana, contorta e sempre in cerca di occasioni per fare del male agli altri. Infatti, qualche pazzo potrebbe inserire una bomba nel sacchetto che il drone di Amazon porta con se, aspettando il momento giusto per farlo esplodere. Pensiamo anche all’arrivo dei droni nelle case, chiunque potrebbe rubarlo, magari staccando il chip del GPS e tenersi il drone tutto per se; anche se sarebbe inutile perché non potrebbe comandarlo, ma la mente umana è molto contorta e se qualcuno potrebbe mettere una bomba nel sacchetto, figuriamoci se non possa rubarsi il drone, anche inutilizzabile.

Per questi e molti altri motivi, Amazon Prime Air non arriverà mai. La presentazione di questo servizio è stata, forse, una grande pubblicità alla società, che si trova in un momento di massimo splendore, sia economico che strutturale, la quale sta vincendo le sfide con i rivenditori online di tutto il mondo, oltre che con quelli reali. Ovviamente, a tutti piacerebbe vedere domani mattina un bel pacco recapitato a casa con un drone in soli 30 minuti, ma probabilmente questo desiderio rimarrà tale.

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