Alla Base della Fotografia: lesson #2

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Nella prima lezione del nostro corso di fotografi abbiamo parlato di cosa è la reflex e del comportamento della luce al suo interno. Le reflex, a differenza di compatte e Bridge hanno obiettivi intercambiabili, quindi che possono essere cambiati. Questa è forse la più apprezzata caratteristica di queste macchine fotografiche, perchè ogni obiettivo fotografico serve a situazioni differenti, rendendo quindi meglio di un obiettivo che rimane sempre lo stesso. Inoltre questa seconda parte che compone la reflex è essenziale, senza non si potrebbe avere un’immagine finale.

Ma scopriamo come è composto prima esternamente e dopo internamente un obiettivo.

L’esterno dell’obiettivo

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Nella parte esterna dell’obiettivo troviamo nella parte iniziale il paraluce, non sempre presente, evita che qualche raggio di una fonte di luce (artificiale o non) possa “colpire” la lente causando dei disturbi nella foto finale. Poi abbiamo la ghiera della lunghezza focale (di cui parleremo a breve). Subito dopo troviamo invece quella relativa alla messa a fuoco (naturalmente se useremo quella automatica non ci servirà – scopriremo in una prossima lezione di cosa è). A seguire invece abbiamo – solitamente – due interruttori. Il primo serve ad impostare la messa a fuoco su Manuale o Automatica, il secondo invece serve per attivare lo stabilizzatore d’immagine. Infine troviamo l’innesto a baionetta con dei collegamenti elettrici per collegare l’obiettivo al corpo macchina. Però non finiamo qui, infatti  se giriamo il dispositivo troveremo dell’altro. Proprio sotto alla ghiera della lunghezza focale avremo una scala che ci indicherà a che lunghezza focale siamo. In alcuni casi abbiamo inoltre un piccolo display Poi abbiamo altri due simboli, uno è VR che ci indica se l’obiettivo possiede lo stabilizzatore di immagine. Il secondo è DX oppure FX (però questi simboli cambiano di marca in marca) che indicano il tipo di sensore di immagine, solitamente le entry-level hanno il DX. Alla fine, prima dell’attacco a baionetta è presente un pallino bianco, che ci servirà per allineare l’obiettivo al corpo macchina per l’aggancio.

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L’interno dell’obiettivo

Dopo aver visto l’esterno scopriamo l’interno di un obiettivo. Come abbiamo visto nella prima lezione la luce attraversa l’obiettivo per arrivare al sensore. Nella parte iniziale di questo abbiamo, come penso già sappiate, la lente primaria, da dove entra la luce. Poi dopo di questa sono presenti una serie di lenti, però quest’ultime comportano una perdita di luce. Infatti più lenti abbiamo e meno luce arriva al sensore. Generalmente gli obiettivi che hanno una lunghezza focale elevata hanno molte più lenti di quelli a focale corta, quindi i primi sono meno luminosi.  Però, oltre a queste lenti, all’interno ci sono altre parti. Uno è il diaframma (che approfondiremo più in la), poi c’è lo stabilizzatore ottico e inn alcuni obiettivi il motorino che serve per la messa a fuoco automatica (nelle reflex di più alto livello questo piccolo motore è presente all’interno del corpo macchina).

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Lunghezza Focale

La lunghezza focale è sicuramente la caratteristica principale di un obiettivo. In poche parole questa “lunghezza” è la distanza che c’è tra la lente esterna è il piano focale, cioè il punto di incontro dei raggi di luce all’interno del corpo macchina. Infatti ogni obiettivo è caratterizzato da una lunghezza in mm nelle sue specifiche (es. 18-55mm) e questo numero è proprio tale distanza. Dovete sapere però che esistono obiettivi fissi, che quindi non possono variare la distanza e obiettivi detti “zoom” che hanno a disposizione più lunghezze focali (es. 55mm fisso e 18-105mm). Naturalmente più la lunghezza focale è elevata più potremo fotografare in dettaglio un soggetto lontano.

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Tipi di obiettivi

Abbiamo capito cosa è la lunghezza focale, però a seconda di questa gli obiettivi prendono un nome diverso. Ci sono generalmente tre tipi, ovvero “Grandangolare”, “normale” e “teleobiettivo”. I primi sono speciali obiettivi che hanno una lunghezza focale davvero ridotta, questi sono in grado quindi di fotografare una porzione di immagine molto ampia (come un 10mm). Poi abbiamo i “normali” ovvero quelli che raggiungono angoli di visione simili a quelli del nostro occhio (come un 35mm). Infine abbiamo i così detti “teleobiettivi” ovvero quelli che hanno un angolo di visione molto piccoli e che riescono a ritrarre soggetti in lontananza in dettaglio (come un 105mm).

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Come abbiamo detto qualche riga fa abbiamo anche gli obiettivi a lunghezza focale variabile, che quindi possono essere sia dei tele che dei grandangolari.

Quale obiettivo per me?

Un fotografo, con il passare degli anni, si crea un corredo fotografico (quindi un gruppo) composto da più obiettivi destinati a situazioni e ad usi diversi. Io personalmente, se siete agli inizi, vi consiglio di acquistare gli “obiettivi da kit” ovvero quelli presenti in confezione con il corpo macchina. Questi sono solitamente (per le entry-level) il 18-55mm e il 18-105mm. Il mio consiglio è, se potete, prendete un 18-105mm che vi da un più ampio utilizzo. Poi, dopo aver acquisito tutte le conoscenze e dopo un bel po’ di esperienza a seconda del tipo di fotografia che vi piace potrete acquistare quell’obiettivo che più si adatta alle vostre esigenze.

Qui di seguito il video di questa lezione. Vi ricordo che se avete dubbi, domande o volete un qualsiasi consiglio, potete scriverlo nei commenti (sia qui che su youTube) e noi (a seconda dell’argomento) vi risponderemo direttamente nei commenti o in un futuro video.

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