Floppy disk: come recuperare i file salvati al loro interno

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L’archiviazione dati è sempre stato un ramo fondamentale dell’informatica. Insieme ai primi computer nacquero i Floppy disk, supporti di archiviazione ingombranti e dalla capacità estremamente ridotta ma che all’epoca risultavano a dir poco vitali per chi doveva salvare documenti o altro materiale per averlo a disposizione su qualsiasi macchina.

I Floppy disk subirono varie metamorfosi fino all’avvento dei CD-ROM e successivamente dei DVD. Oggi, i supporti di archiviazione più utilizzati sono memory card e chiavette USB, supporti sempre più piccoli e dalle capacità di archiviazione più che elevate.

I Floppy disk sono comunque un’icona dell’informatica e per via della loro lunga esistenza sono in molti ad averli ancora in casa. I computer di ultima generazione ovviamente non supportano la lettura dei Floppy disk, ma se vogliamo trasferire sul nostro computer i file salvati al loro interno?

Ci sono varie tipologie di Floppy disk, per questo bisogna scegliere con attenzione il tipo di operazione da svolgere.

Floppy Disk (High Density) 1,44 Mb

Uno dei più comuni formati di Floppy disk è quello del 1990, ovvero quello High Density da 3,5 pollici. Fortunatamente, le unità USB in grado di leggere questi floppy sono facilmente disponibili in commercio e relativamente poco costosi (circa 20 dollari).

 

 

Floppy Disk (doppia densità) 740K / 800K

La maggior parte dei floppy disk da 3,5 pollici realizzati nel 1980 aveva solo la metà della capacità dei dischi ad alta densità realizzati negli anni successivi. Nell’aspetto erano molto simili ai loro fratelli ad alta densità (di solito distinguibili dalla mancanza di un foro nell’angolo in alto a destra del disco), che tuttavia dipendeva da un diverso tipo di tecnologia di razionamento. Le unità realizzate nella seconda metà degli anni ’90 erano però in grado di leggere entrambe i formati. Quindi potete tranquillamente cercare su eBay un vecchio ma funzionante driver e installarlo sul vostro computer. Sherlock Consulting, una piccola azienda britannica, ha anche rilasciato uno strumento chiamato OmniFlop che vi permette di utilizzare le unità ad alta densità per leggere anche dischi a bassa densità.

Floppy disks da 5.25 pollici 

I Floppy disk da 5,25 pollici degli anni ’80 sono sicuramente tra i ricordi più nitidi di chi ha utilizzato il leggendario Commodore 64 o l’Apple II. Nonostante le soluzioni per il collegamento di queste unità per i computer siano emerse soltanto alla fine degli anni ’90, due strumenti rendono la migrazione dei dati su computer più recenti assai semplice. Uno di questi è il  dispositivo FC5025, ad esempio, consente di collegare un floppy disk da 5,25 ad una semplice porta USB e copiare tutti i dati sull’hard disk del PC. E’ disponibile per circa 55 dollari + spese di spedizione ed è probabilmente l’opzione più conveniente.

Trasferimento file

Dopo aver trovato un modo per collegare l’unità al computer, è comunque necessario copiare i file al suo interno. Per le vecchie unità, la copia di un singolo file a volte è molto più difficile che fare un duplicato completo di tutti i dati presenti sul disco. Anche se è possibile accedere direttamente ai file (ad esempio, utilizzando un drive USB per accedere ad un floppy disk ad alta densità), si può anche creare un’immagine del disco attraverso l’utilizzo di vari software. L’immagine del disco trasferisce tutti i dati presenti nel floppy, compresi i file nascosti e i resti di quelli eliminati. Ci sono programmi che creano varie forme di immagini disco con vari livelli di fedeltà alla fonte originale, ma se si sta utilizzando un Mac o una macchina Linux, è possibile utilizzare un programma qualsiasi di disk imaging. Se si utilizza una macchina Windows invece, è possibile utilizzare CygWin .

Per creare un’immagine disco su Mac o Linux dovete:

  • Aprire il terminale / finestra Command Line.
  • Digitare “mount” al prompt.
  • Trovare la vostra unità nella lista.

Per esempio, se il disco si presenta come “Untitled” sul desktop, dovete cercare una linea che appare come segue:

dev/disk1 on /Volumes/Untitled (msdos, local, nodev, nosuid, read-only, noowners)

La prima parte di questa linea (/dev/disk1) specifica il percorso del drive. Ricordatevelo.

La seconda parte (/Volumes/Untitled) specifica che l’Unix sta richiamando il “punto di mount” del drive.

  • Ora estraete il disco

Al fine di copiare completamente il disco, è necessario “estrarlo” fisicamente dal supporto che state utilizzando per il copia e incolla. Di solito è possibile fare questo con l’opzione “Rimuovi” o “Rimozione sicura” del Mac. Se però volete effettuare questa operazione in sicurezza scrivete nel terminale:

sudo umount-f / Volumes / Untitled

Ora siete pronti per creare l’immagine del disco. Prima però ricordatevi di proteggere i vostri floppy fisk dalla scrittura, spostando l’apposito interruttore in alto a sinistra o, nel caso dei 5,25 pollici, mettere un piccolo pezzo di nastro adesivo opaco sopra la tacca sul lato del disco.

Ricordate che il percorso dell’unità sopra era /dev/disk1? Bene, ora utilizzate di nuovo il comando seguente.

dd if = / dev/disk1 of = ~ / Desktop / myimage.dmg

Questo comando trasferisce ogni bit di dati dal file di input (if =) / dev/disk1 nel file di output (di =) sul desktop che arbitrariamente abbiamo chiamato myimage.dmg. Dopo poco si dovrebbe ottenere un messaggio di avviso circa il successo o il fallimento della copia. Se tutto è andato bene, ora è possibile fare doppio clic sul file myimage.dmg sul desktop e vederlo così avviare come se fosse un nuovo disco (se si sta utilizzando una macchina Linux, è possibile modificare l’estensione del file in .Img invece di .dmg).

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