Vincenzo Grifo torna all’Hoffenheim: ripartire da “casa” per volare in alto

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Grifo

Dopo tante voci è arrivata anche l’ufficialità: Vincenzo Grifo lascia il Borussia Mönchengladbach e si accasa all’Hoffenheim. Per l’esterno venticinquenne contratto fino al 2022.

È durata quindi appena dodici mesi l’avventura con i fohlen del nativo di Pforzheim, arrivato alla corte di Hecking preceduto da grandissime aspettative, figlie di una stagione da incorniciare con la maglia del Friburgo. La scintilla con i bianconeroverdi non è però mai scattata, e troppe volte Grifo è finito ai margini della rosa.

L’avvio di stagione aveva già dato in qualche modo segnali negativi, con il numero 32 fermato per oltre un mese da un infortunio, che ne ha in parte precluso la preparazione; la prima presenza è arrivata a fine settembre nella vittoria casalinga sull’Hannover, e nei due mesi successivi, di fatto i migliori di tutta la squadra, Grifo è riuscito a ritagliarsi un discreto spazio, rivelandosi decisivo nella splendida vittoria esterna, gurdacaso, proprio contro l’Hoffenhiem.

Il girone di ritorno non ha però confermato quanto di buono espresso nel finale di anno, e la caduta libera dei fohlen è coincisa anche con quella di Grifo, sparito dai radar e spesso neanche impiegato, anche a causa di un paio di piccoli infortuni. L’ultima presenza, appena dodici minuti, nell’ultima stagionale sul campo dell’Amburgo.

Grifo Hoffenheim
Vincenzo Grifo torna all’Hoffenheim dove giocò dal 2012 al 2014 nella U23

Grifo lascia il Gladbach con all’attivo diciotto presenze, delle quali appena sei disputate per intero, nessuna rete e quattro assist. Per lui Hoffenheim significa ritorno nella squadra che per prima lo ha lanciato in Bundesliga, ma soprattutto rilancio, per tornare a essere quel giocatore che aveva incantato la stagione precedente, tanto da essere addirittura considerato vicino alla convocazione in nazionale.

Nelle casse del Borussia, che oggi ha ufficializzato anche la cessione di Bobadilla all’Argentinos Junior, entrano poco più di 5,5 milioni di euro, qualche centinaia di migliaia di euro in meno di quanto speso dodici mesi fa. Ma più che alla minusvalenza Eberl penserà con rammarico a quello che poteva essere e che invece, complici tanti, troppi fattori, non è stato.

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