Jorginho ritrova la nazionale: duttilità e qualità che Ventura non poteva più ignorare

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La nazionale di Ventura si ritroverà presto in ritiro per preparare al meglio la doppia sfida contro la Svezia, valevole per i playoff che assegneranno un posto al mondiale in Russia. Dopo numerose polemiche sulle convocazioni, il ct azzurro ha deciso di “ascoltare” i tifosi italiani, che da mesi contestavano all’allenatore ex Torino di non convocare Jorginho e Zaza, due protagonisti con i rispettivi club. L’italo brasiliano era entrato anche nel mirino di Tite, ct verdeoro, intenzionato a chiamarlo per le prossime amichevoli internazionali. Ventura lo ha però anticipato, e ora il regista del Napoli sarà pronto a vestirsi di azzurro.

Il percorso in nazionale di Jorginho inizia nel 2012, quando venne convocato in under 21 da Devis Mangia. Sotto la gestione Conte era stato invece convocato anche in nazionale maggiore, giocando due partite contro Spagna e Germania nel marzo 2016 e conquistando anche un posto nei 30 preconvocati all’Europeo in Francia. Amichevoli che non avrebbero comunque negato l’eventuale convocazione con il Brasile per il 26enne, in quanto non riconosciute dalla FIFA come match ufficiali. È per questo che in Italia il timore di vedere uno dei migliori centrocampisti del campionato rubato dal Brasile era alto. Ma Ventura ha dimostrato di ritornare sui propri passi dopo le dichiarazioni di qualche settimana fa, in cui considerava Jorginho un regista non funzionale al suo 4-2-4. L’agente e il calciatore stesso avevano espresso perplessità riguardo l’operato del ct, e ormai il centrocampista di Imbituba era quasi certo di accettare un’eventuale chiamata dai verdeoro.

Jorginho con la maglia della nazionale.

Il classe 1991 si è sempre dimostrato un centrocampista polivalente, in quanto oltre alle grandissime doti tecniche, che lo rendono uno dei migliori registi d’Europa, possiede anche un buon fisico che gli permette di essere il prototipo del centrocampista moderno in grado di occupare tutti i ruoli centrali del centrocampo. I primi passi nel calcio dei grandi li ha mossi con la maglia del Verona, con cui ha conquistato da protagonista la Serie A nel 2013. È bastata una stagione nella massima serie per far innamorare i dirigenti del Napoli, che lo hanno prelevato a gennaio 2014 dagli scaligeri per 8,5 milioni di euro. Con Sarri, Jorginho è riuscito ad esprimersi ad altissimi livelli riuscendo a collezionare più di 100 presenze in Serie A nelle prime tre stagioni al San Paolo, confermandosi, secondo una ricerca di Opta, come il giocatore che ha toccato più palloni nei 5 massimi campionati europei nella scorsa annata. Durante questa stagione è arrivata la definitiva consacrazione, culminata con il gol su rigore in Champions League contro il Manchester City.

Le statistiche che confermano come Jorginho sia uno dei migliori registi d’Europa.

Con la nazionale Jorginho potrebbe agire sia come regista o anche mezzala in un centrocampo a 3 con Verratti e De Rossi, permettendo a Ventura di alternare l’impiego di De Rossi e Parolo come mediani di rottura, sia come vice Verratti nel centrocampo a 2 amato da Ventura, purché venga affiancato da un giocatore con più polmoni che fa il lavoro sporco. La sua presenza donerebbe una scelta in più importante, aggiungendo quella tecnica che è mancata agli azzurri soprattutto contro nazionali più blasonate come la Spagna. Duttilità e qualità che Ventura non ha potuto ignorare per la doppia sfida con la Svezia, sperando di poter vedere il centrocampista del Napoli anche la prossima estate in Russia con la maglia dell’Italia.

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