Borussia Dortmund: il progetto Bosz stenta a partire, per la Supercoppa serve la svolta

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Bosz

Il Borussia Dortmund sta cambiando pelle e lo fa lentamente. L’arrivo del tecnico olandese Peter Bosz ha portato una nuova mentalità nella squadra giallonera, risultato inevitabile visto il pensiero calcistico dell’ex Ajax, da sempre sostenitore fervente di Johan Cruijff. Non è facile per questo, specie con una squadra giovane, cambiare radicalmente il modo di muoversi in campo. Il movimento è infatti il tema peculiare del calcio espresso da Bosz. Nella amichevoli fin qui giocate dal Borussia, la squadra tedesca è apparsa ancora lenta e prevedibile, brava in attacco quando riesce a dare libertà alle sue frecce come Aubameyang e Dembélé ma impacciata in difesa perchè incapace di difendere tutti insieme e con la stessa intensità. La sconfitta arrivata ieri contro l’Espanyol per 1-0 è stata l’ennesima dimostrazione di come la squadra prenda gol sciocchi dopo aver sprecato molto in avanti. Bisogno crescere sotto questo aspetto perché in Bundesliga ma soprattutto in Champions League, non si possono regalare frazioni di partita o gol agli avversari. Buona è stata ieri la prova del neo acquisto Zagadou mentre stenta ancora a decollare il genio di Mario Gotze.

Bosz ha ammesso il ritardo di condizione ma è fiducioso che la squadra impari presto le regole del suo calcio: “Dobbiamo imparare ad attaccare e difendere tutti insieme, dobbiamo diventare un corpo unico nei movimenti. Il lavoro che abbiamo fatto in ritiro è ottimo, la squadra cresce e crescono anche i giocatori in condizione atletica, cosa per me molto importante”.

Bosz sta recuperando anche il miglior Gotze (fermo da sette mesi) e deve fare i conti con l’infortunio di Weigl e con il ritardo di condizione di Dahoud, impegnato con la nazionale Under 21 e arrivato in ritiro solo una settimana fa. Bosz ha rilanciato in cabina di regia Nouri Sahin, dimenticato dall’ex tecnico Tuchel ma diventato fondamentale per l’assenza di tutti gli altri registi. In attesa di risolvere la grana Aubameyang, con la società che ha tolto il gabonese dal mercato ma con il giocatore che continua ad incontrare gli emissari di mercato di mezzo mondo, la squadra è al fianco di Bosz e segue i dettami tattici del tecnico olandese. prima sono arrivate le parole di Pulisic, rimasto felicemente sorpreso dai metodi di allenamento dell’ex Ajax e sicuro che il Borussia in questa stagione lotterà per il titolo in Bundesliga. Poi è stata la volta di Dembélé, rimasto a Dortmund nonostante le lusinghe del Barcellona e felice di lavorare con un allenatore che gioca un calcio ultra offensivo e che gli consterà di crescere ulteriormente.

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