Stelle in fuga e progetto in bilico, la calda estate del Bayer Leverkusen

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Voeller Schade

Erano almeno 5 anni che il Bayer Leverkusen non viveva un’estate così travagliata e incerta. E’ infatti proprio il 2012 l’ultimo anno in cui i rossoneri restano fuori dalla Champions League arrivando al quinto posto in Bundesliga. Da li partì il rilancio targato Rudi Voeller che ha permesso alle “aspirine” di infilare ben 5 qualificazioni consecutive nella massima competizione europea e ben tre podi in Germania.

Leverkusen
Il nuovo tecnico del Bayer Leverkusen (al centro), Heiko Herrlich

La scorsa stagione è però arrivato un dodicesimo posto che ha interrotto bruscamente il progetto rossonero. Una salvezza arrivata solo alla penultima giornata e un cambio di allenatore (da Schmidt a Korkut) che ha lacerato ancora di più uno spogliatoio già esplosivo. Così le stelle hanno cominciato a flirtare con le big e per Voeller e il CEO Schade è iniziata l’estate più calda di sempre. Il turco Toprak è andato al Borussia Dortmund, l’altro turco Calhanoglu si è accasato al Milan, Kampl ha chiesto la cessione in Cina e le stelle come Bellerabi, Brandt ed Hernandez hanno richieste da almeno tre top club europei. Il discorso adesso è semplice, meglio lasciar partire tutti o trattenerli e rischiare di finire come il Wolfsburg lo scorso anno? “Incatenare” giocatori scontenti non porta mai buoni risultati, lo insegna la storia di questo sport. Per questo Voeller e il nuovo tecnico Heiko Herrlich, dovranno essere molto bravi nel motivare il gruppo ad una stagione di rivincita dopo lo scorso anno.

Da chi e cosa ripartire? – Ad essere positivi, gli elementi da cui ripartire in casa Bayer non sono affatto pochi. Due giorni fa il dirigente Boldt in un’intervista a Kicker ha infatti cercato di portare serenità nell’ambiente parlando del “nuovo” progetto rossonero. Prima di tutto tornare in Europa, e se possibile in Champions League. Senza impegni europei infatti, il Leverkusen vuole disputare un grande campionato e tornare tra le prime quattro. Questo è l’obiettivo dichiarato di Boldt e di tutta la dirigenza. Sul fronte acquisti poi, non c’è fretta di rimpiazzare i partenti Toprak e Calhanoglu.

Per ripartire serve a questo punto la sapienza di Herrlich, allenatore alla sua prima grande esperienza su una panchina di Bundesliga ma con carattere da sergente e con doti da grande motivatore

Come detto in precedenza, senza impegni europei la rosa del Leverkusen resta sia numericamente che qualitativamente, di alto livello. La società deve essere brava a mantenere le stelle, magari promettendogli la cessione il prossimo anno dopo un anno da protagonisti in cui hanno riportato il Bayer in Champions League. In attacco, se restano tutti, si potrebbe addirittura lottare ad armi pari contro il Bayern Monaco o il Borussia Dortmund. Poche squadre possono contare infatti sulla qualità di Hernandez, Bellarabi, Volland, Kiessling, Brandt, Pohjanpalo, Mehmedi e il giovane jamaicano Leon Bailey. A centrocampo la coperta è un po’ corta ma si riparte comunque dalla qualità e l’esperienza di Baumgartlinger, Aranguiz e Lars Bender, a cui si aggiunge anche Kevin Kampl, desideroso di volare in cina dall’ex tecnico Schmidt ma con il Leverkusen che non è disposto a fare sconti sul suo cartellino. Poi c’è anche Havertz, il giovane talento delle giovanili rossoneri che ha ricevuto il primo contratto da professionista. Dopo una stagione da titolare a soli 17 anni, la prossima stagione è pronto per recitare un ruolo da protagonista.

In difesa la situazione è pressoché uguale. Manca un centrale di esperienza, che verrà preso con calma ad agosto stando alle parole di Boldt, ma si punta a “retrocedere” Bender sulla linea dei difensori in modo da formare con Jedvaj o Tah una coppia di centrali bravi anche nell’impostazione. Sui laterali invece la qualità è altissima, con il brasiliano Wendell tra i migliori esterni bassi d’Europa e il nazionale Henrichs ormai diventato una garanzia anche a livello europeo. Per ripartire serve a questo punto la sapienza di Herrlich, allenatore alla sua prima grande esperienza su una panchina di Bundesliga ma con carattere da sergente e con doti di grande motivatore. Per non ripetere gli errori dello scorso anno, servirà anche quel pizzico di umiltà in più mancata a Schmidt nella parte centrale del campionato, quando si pensava più a specchiarsi in se stessi che a fare risultato. La doccia fredda del dodicesimo posto forse farà bene all’ambiente, che però prima di tutto dovrà mantenere le sue stelle. Se la squadra rimane questa e lo spogliatoio si unisce, il Leverkusen potrà recitare un ruolo da assoluta protagonista insieme a Bayern e Dortmund.

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