Europei U21, la Germania tra talento e l’obbligo della vittoria

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Germania

L’edizione 2017 dell’Europeo U21, è forse una delle kermesse più cariche di talento degli ultimi 15 anni. Inghilterra (appena diventata campione del mondo U20), Svezia (campione in carica), Polonia (padrona di casa), Portogallo (voce campione in carica), Italia (nazionale più forte dai tempi di Cesare Maldini), Spagna (squadra nuovamente al top) e soprattutto Germania, sono alcune delle nazionali che si sfideranno a suon di puro talento nella 21.a edizione della manifestazione. Tantissimi calciatori delle nazionali impegnate, sono già titolari inamovibili nei loro club di appartenenza e saranno le stelle del prossimo calciomercato estivo. Molti fanno la spola tra nazionale maggiore e Under 21, dimostrando come il livello dell’Europeo sia davvero elevatissimo. Gli occhi saranno però tutti sulla Germania, la nazionale chiamata a vincere l’Europeo sia in patria che percuoti gli addetti ai lavori. Un obbligo che anche il Ct Kuntz sente sulla schiena, visto che in conferenza stampa ha spesso ribadito la volontàdi provare a vincere.

Germania – La Germania si presenta in Polonia come testa di serie e dopo aver infilato ben 10 vittorie consecutive (in 10 gare totali) nel girone di qualificazione e senza. Una macchina perfetta, guidata da Stefan Kuntz con maestria ed esperienza, puntando sul bel gioco e riuscendo ad inserire molti nuovi giocatori in una squadra già fortissima e che aveva conquistato la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio con l’ex CT Hrubesch. L’unica novità è rappresentata dal sistema di gioco, con Kuntz che utilizza il 3-5-2, modulo che gli permette di sfruttare in pieno tutto il suo potenziale a centrocampo. Ma la pressione l’obbligo di vincere a tutti così, sarà deleterio per Germania? Molti calciatori sono abituati alla pressione però spesso nella storia del calcio, una nazionale “condannata” a vincere  ha fallito l’appuntamento più importate.

Talento allo stato puro – Sembra quasi impossibile elencare tutti i calciatori di talento di questa nazionale, vista l’enorme abbondanza di qualità. Kuntz punterà tantissimo su Max Meyer, regista dello Schalke 04 e già nome caldo del calciomercato. Meyer ha solo 21 anni ma vanta già 3 campionati di Bundesliga e grande esperienza europea sia in Champions che in Europa League. Ha un valore di almeno 20 milioni di euro e in stagione ha collezionato 39 presenze, 3 gol e 5 assist. Kuntz spesso lo utilizza come seconda punta, ruolo che lui non ama tantissimo ma che svolge con regolarità e qualità. Le chiavi della regia saranno affidate al capitano Arnold (Wolfsburg) e al talento di Dahoud, fresco acquisto del Borussia Dortmund. In alternativa ci sono Kohr, Jung, Oztunali e l’altro mega talento Amiri, fresco di rinnovo con l’Hoffenheim che lo ha strappato dalle grinfie di mezza Europa. Sugli esterni ecco la velocità e la forza fisica di Weiser (Hertha Berlino), Gerhardt (Wolfsburg), Toljan (Hoffenheim) o del “razzo” Gnabry, appena comprato dal Bayern Monaco e calciatore di categoria superiore. Lui insieme a Meyer, Selke e Dahoud, saranno le stelle tedesche all’europeo.

E in attacco? In avanti spazio alla velocità di Philipp, appena comprato dal Borussia Dortmund per 20 milioni di euro, la forza di Selke (mega colpo dell’Hertha Berlino) e la voglia di sfruttare questa importante vetrina di Platte (Darmstadt) e Haberer (Friburgo). In difesa ci sarà la possanza di Stark (Hertha Berlino) e del vecchio amore juventino Kempf (Friburgo), giocatori che non dovranno far rimpiangere l’assenza per infortunio di Tah, altro enfant prodige del Bayer Leverkusen. Occhi ben aperti anche su Anton (Hannover) e su Kehrer (Schalke04), difensore che lo scorso anno segnò anche nel derby contro il Borussia Dortmund.

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