Tuchel – Borussia Dortmund, un amore mai nato: e adesso che si fa?

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Tuchel

Tra Thomas Tuchel e il Borussia Dortmund non è mai scoccata la scintilla giusta, quella alla Jurgen Klopp, per fare un esempio. Con l’ex tecnico giallonero infatti, società, squadre e tifosi erano un blocco unico, granitico. Un blocco così coeso che è stato capace di portare in bacheca ben 2 campionati e tre coppe tra DFB Pokal e Supercoppa. Klopp prima di partire in direzione Liverpool, aveva lasciato la sua eredità al “fido” Tuchel, già suo scudiero al Mainz da cui aveva ereditato anche la panchina dei biancorossi. Se però la voglia di fare grande calcio è la stessa, il carisma e la personalità sono assai diverse. E squadra e tifosi se ne sono accorti subito.

Tuchel è un tipo pragmatico e calcolatore, molto più freddo del “ciclone” Tuchel, capace di infiammare la folla ad ogni gol e soprattutto ad ogni decisone contraria dell’arbitro nei suoi confronti. Tuchel è un “computer”, parla meno con i calciatori ma studia ogni minimo dettaglio e prepara le partite come fossero tutte una finale. I tifosi non lo hanno mai amato alla follia come hanno amato (e ancora amano) Klopp, e lo stesso dicasi dei calciatori.

Scontro con Watzke – Oltre ai problemi caratteriali, quello che alla società non è andato giù è stata la mancata crescita della squadra. Va bene che si ripartiva da zero dopo gli addii illustri di Hummels, Gundogan e Mikhitaryan, però al tempo stesso sono arrivati al Borussia alcuni dei migliori giovani del panorama europeo, pagati a suon di milioni. E se non fosse per la finale di Coppa di Germania raggiunta con merito ed eliminando anche il Bayern , la stagione sarebbe quasi fallimentare. Infatti si lotta ancora per evitare il quarto posto dietro a squadre come Lipsia e Hoffenheim, in Champions League si è usciti troppo facilmente contro il Monaco e soprattutto pesano i 16 punti di distacco dal Bayern Monaco, troppi davvero pensando agli ingenti investimenti estivi. Tuchel potrebbe salvare la panchina dicendo la Coppa contro il Francoforte, anche se ultimante la società non ha digerito le sue dichiarazioni post attentato al bus. Il CEO Watzke è stato infatti accusato da Tuchel, di aver fatto giocare lo stesso la gara il giorno dopo contro il parere della squadra. Accuse subito rispedite al mittente con la benedizione del Presidente Rauball, che ha manifestato il suo appoggio a Watzke dichiarando come ogni decisone sia stata presa di comune accordo tra società e squadra. Tuchel invece non ha perso tempo per ribadire come la squadra fosse turbata dall’accaduto e che non sarebbe voluta scendere subito in campo. La classica goccia, che potrebbe far traboccare un vaso ormai colmo dopo due stagioni belle ma mai vincenti ed esaltanti.

Tuchel e Watzke, un amore mai nato – VIDEO

Successione – Così nonostante un contratto in scadenza nel 2018, la società potrebbe liberarsi prima di Tuchel affidando la panchina ad un nome nuovo.Il tutto è ancora un’ipotesi ma l’aria che tira nello spogliatoio giallonero è di quelle fredde e tese tipiche della Westfalia. Per la successione i nomi sono illustri, visto che il Borussia vuole tornare a vincere ma vuole farlo sempre seguendo la sua filosofia di crescita legata ai giovani ed al bel gioco. Si parla di Lucien Favre, ex tecnico del Gladbach, capace in questa stagione di portare alle soglie del titolo il Nizza in Ligue 1. Favre conosce bene la Bundesliga e con il Borussia ha giocato anche in Champions League. L’altro nome è in realtà un ritorno, si tratta infatti di Hannes Wolf dello Stoccarda, tecnico giovanissimo ed ex allenatore delle giovanili del Dortmund, che al primo anno da professionista sta riportando gli Svevi in massima serie. E poi come può mancare nella candidatura Julian Nagelsmann? Tutti vogliono il piccolo fenomeno dell’Hoffenheim, anche se è già futuro sposo del Bayern. Dopo tanti “scippi” da parte del club biancorrosso, Watzke stavolta potrebbe fare il contrario e prendersi la sua rivincita.

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