Relazione UEFA, la Bundesliga al Top nel Fair Play finanziario e ricavi per club

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Arriva dall’Uefa l’ennesimo riconoscimento per la Bundesliga. Il massimo campionato tedesco ha fatto registrare la crescita europea più importante in termini di Fair Play finanziario e ricavi per club, seconda solamente alla Premier League.

Allofs
L’ex DG del Wolfsburg, Klaus Allofs. Lo scorso anno criticò la Uefa per l’introduzione del FFP.

Un exploit senza precedenti, certificato dalla consueta relazione annuale dell’ Uefa. L’organo super del calcio europeo, ha constatato come la Bundesliga abbia visto aumentare i suoi profitti di 1,5 miliardi di euro in due anni. Prima dell’introduzione del Financial Fair Play (FFP), i club europei avevano un debito di circa 700 milioni di euro all’anno. Adesso, con gli attuali 17 miliardi, i ricavi sono aumentati di 6 volte rispetto al 1996.

Bundesliga – Negli ultimi 6 anni, il reddito per club è aumentato di ben 48 milioni di euro. Solo la Premier League ha fatto registrare un incremento maggiore, mentre in Italia la crescita si assesta a 20 milioni e in Spagna a 27 milioni. La Bundesliga è però il torno più virtuoso, visto che spende il 52% del reddito per pagare gli stipendi contro il 61% dell’Italia e addirittura il 69% dell’Inghilterra. La Bundesliga ha anche la più alta presenza media negli stadi (42.421), mentre in 2.a Lega scende a  19.017. Ottimo risultato che assesta anche la seconda divisione al settimo posto tra tutti i campionati professionisti in Europa.

Giovani e stranieri – Una delle peculiarità del “modello tedesco” è il fatto di aver investito negli ultimi 16 anni nei giovani prodotti del vivaio. La Bundesliga ha infatti la media età più bassa in Europa (25,4 anni), circa 1 anno e mezzo più bassa che in Premier League. Altro dato che fa intuire la tendenza del campionato tedesco è quella degli acquisti da mercati esteri. La Bundesliga ingaggia il 49% dei suoi calciatori dall’estero, una media ancora molto altra ma certamente in controtendenza con l’Italia (55%) e soprattutto Inghilterra (69%).

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