SPECIALE OVERPRESS – Da 0 a 10, il pagellone del calcio 2016

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Con gli ultimi match di Premier League e Serie B si è concluso il 2016 per il mondo del pallone. Da 0 a 10 tutti i voti di un anno che ci ha regalato grandi partite, dagli europei alla Copa America Centenario, passando per le sorprese e le conferme in Champions ed Europa League.

0 al tragico destino della Chapecoense – La notizia più brutta di questo 2016 è stata sicuramente la tragedia che ha coinvolto i giocatori della Chapecoense. I brasiliani avevano deciso di prendere un charter privato per andare in Colombia a giocarsi la loro prima storica finale di Copa Sudamericana, ma per un guasto quell’aereo non è mai arrivato a destinazione. I calciatori sopravvissuti, oltre a un hostess e un giornalista, sono stati solo 3, il portiere Follmann e i difensori Neto e Alan Ruschel. La federazione ha deciso di comune accordo con l’altra finalista di dare la coppa ai brasiliani, e questa è stata solo una delle bellissime iniziative che sono state prese da club e giocatori da tutto il mondo per aiutare il Chape.

1 alle denunce per abusi sessuali nel calcio inglese – Un’altra notizia che non avremmo mai voluto dare è stata quella dello scandalo che ha sconvolto negli ultimi mesi il calcio inglese. In seguito alla denuncia di un ex calciatore, infatti, sono stati indagati per pedofilia più di 600 coach delle giovanili inglesi. Gary Johnson, ex calciatore del Chelsea, è stato il primo a denunciare pubblicamente un suo ex allenatore, Eddie Heat, che il club londinese ha cercato di coprire offrendo soldi anche allo stesso giocatore abusato. Una vergogna infinita, ancora maggiore di quella che aveva coinvolto la stessa federazione inglese durante lo scandalo Allardyce, che si era dimesso da ct della nazionale per essere stato scoperto a dare consulenze ad agenti di mercato per aggirare le norme della FA. Un 2016 di certo non facile per il calcio inglese fra flop all’europeo e clamorosi autogol fuori dal campo.

Gary Johnson ha denunciato al Daily Mirror gli abusi subiti.

2 alle bugie della dirigenza del Pisa – Negli ultimi mesi è successo di tutto al Pisa di Gattuso, che sta lottando per rimanere in Serie B. La dirigenza del club, infatti, a inizio stagione aveva deciso di vendere a un misterioso fondo di Dubai, che avrebbe dovuto investire fino a 6 milioni di euro nella squadra. Investitori che però sono scomparsi, e club che è rimasto per mesi alla vecchia proprietà, che ha alzato una barriera con i suoi dipendenti e ha iniziato a non onorare più stipendi e pagamenti. Petroni, ex presidente, è stato arrestato, e la squadra si è allenata sempre autonomamente, nonostante le difficoltà incontrate. In questi ultimi giorni è arrivata la bella notizia, dato che la società è stata finalmente ceduta a Giuseppe Corrado, imprenditore che aveva cercato di comprare anche il Parma prima del fallimento. Con la speranza che il nuovo patron riesca a riportare un po’ di equilibrio in uno dei club storici più importanti d’Italia.

Gattuso, tecnico del Pisa con cui ha conquistato la promozione in B.

3 ai rigori di Italia-Germania – Sì, la nazionale di Conte è stata decisamente la migliore dal 2012 a oggi, prendendosi un meritato 8 in pagella, ma i rigori che hanno sancito l’eliminazione contro la Germania agli scorsi europei sono stati decisamente non all’altezza di quanto visto nel corso della competizione. Arrivati ai quarti con fame e umiltà, gli azzurri hanno peccato proprio di queste due qualità durante la lotteria dei rigori contro i campioni del mondo. Pellè prima e Zaza poi si sono dimostrati soprattutto poco umili, e venuta a mancare questa prerogativa, i mezzi tecnici inferiori ai tedeschi sono venuti a galla, regalandoci due errori da non far vedere nelle scuole calcio. Peccato.

Simone Zaza ha sbagliato uno dei rigori contro la Germania.

4 al 2016 dell’Inter – Una menzione speciale va fatta all’Inter, squadra che nel 2016 ha cambiato 3 allenatori, e che solo un anno fa si ritrovava prima in classifica. Dopo la sconfitta del 21 dicembre 2015 contro la Lazio, infatti, i nerazzurri sono crollati arrivando a prendersi un quarto posto che faceva comunque ben sperare per la stagione successiva. Ma nella seconda metà dell’anno, prima l’addio in agosto di Mancini, poi l’arrivo di de Boer che ha perso gare sanguinose, compromettendo la qualificazione in Europa League e la classifica in Serie A. Il mercato, all’apparenza buono, finora non ha dato i frutti sperati, soprattutto per quanto riguarda Gabigol, pagato 30 milioni e per adesso ancora oggetto misterioso ad Appiano. L’arrivo di Pioli a dicembre ha portato risultati che fanno ben sperare, ma anche brutte sconfitte con Beer Sheva e Napoli.

5 a Leo Messi con la nazionale Argentina – Se la Pulce riesce a lasciare il segno praticamente in ogni partita con il Barcellona, lo stesso non si può dire con l’Argentina, con la quale il fenomeno di Rosario non riesce ancora a vincere un trofeo. Negli ultimi 3 anni l’albiceleste ha perso 3 finali, due di Copa America e una del mondiale, facendo scatenare la reazione del cinque volte pallone d’oro che ha deciso di lasciare la nazionale, salvo tornare sui suoi passi qualche settimana dopo. È normale che la colpa non sia solamente sua, che anzi, è sempre stato un trascinatore fino alla finale. Ciò che gli manca è forse il carisma che gli permetterebbe di fare la differenza anche nel momento topico delle competizioni internazionali, come ha sempre fatto Diego Maradona. La sfortuna fa anche la sua parte, ma il rigore calciato contro il Cile ci dimostra come nei momenti che contano al 10 argentino tremino un po’ le gambe.

Messi sconsolato dopo la sconfitta contro il Cile.

6 ai colpi di calciomercato – Nel 2016 gli acquisti fatti dalle big d’Europa sono stati fra i più onerosi di sempre, e non sono mancati colpi a sorpresa anche e soprattutto fra le squadre italiane. Higuain e Pjanic hanno lasciato Napoli e Roma per accasarsi alla Juventus, facendo crollare però l’idea romantica di un calcio fatto di bandiere, ormai pronte a essere sacrificate a favore dei milioni di euro, che girano in maniera sempre maggiore ogni anno. Ne è un esempio il calciomercato del Manchester United che ha strappato alla Juve per 110 milioni Paul Pogba, dopo averlo perso a 0 solo 4 anni fa. Un colpo ogni oltre logica, ma a quanto pare giudicato conveniente dalla dirigenza dei reds. Colpi che fanno piacere ai tifosi amanti del mercato, ma che fanno riflettere. Basti pensare che con una rosa intera dal valore inferiore a quello di Pogba, un mese prima il Leicester aveva vinto la Premier.

7 al Milan di Montella e Mihajlovic – Il 2016 per il Milan è stato un anno certamente positivo, grazie soprattutto ai due tecnici Mihajlovic e Montella. Il primo ha guidato i rossoneri fino alla finale di Coppa Italia, e ha avuto il merito di consigliare a Galliani giocatori come Romagnoli e Kucka, lanciando fra i titolari Gigio Donnarumma. Montella invece ha vinto la Supercoppa contro la Juventus, e ha ricompattato un gruppo che è stato finora in grado di raggiungere le zone alte della classifica vincendo partite pesanti contro i bianconeri e contro la Lazio. La filosofia di puntare su giovani calciatori italiani sta dando i suoi frutti, facendo ben sperare per il futuro. Intanto Berlusconi sta ultimando la cessione del club a una cordata cinese, e la Supercoppa sembra essere stata la ciliegina sulla torta della sua trentennale presidenza nel club milanese.

Il Milan ha vinto la Supercoppa 2016 contro la Juventus.

8 a Siviglia e Cile, di nuovo campioni – Il Siviglia vince per la terza volta consecutiva l’Europa League, battendo in finale il Liverpool e stabilendo un record mai visto prima. La squadra di Unai Emery ha chiuso così un ciclo vincente che l’ha portata a consacrarsi come uno dei club più forti d’Europa. Il tecnico ora è passato al PSG, così come Krychowiak, ma gli arrivi di Sampaoli, Ganso e Nasri hanno fatto sì che la squadra andalusa possa essere di nuovo al top del calcio europeo con un terzo posto in Liga e un ottavo di Champions conquistato. Il Cile proprio dopo l’addio del guru Sampaoli ha vinto l’edizione più importante della Copa America con un altro argentino al comando, Juan Antonio Pizzi. Il cammino con cui i cileni hanno bissato il successo del 2015 è stato trionfale, e ha visto la Roja qualificarsi come seconda nel girone, per poi battere in ordine Messico (con un clamoroso 7-0), Colombia e Argentina.

Il Siviglia ha vinto la terza Europa League in 3 anni.

9 alla favola Leicester – Il Leicester di Ranieri ha stupito tutti, andando incredibilmente a vincere un’inaspettata Premier League. Le Foxes, con una squadra costruita per guadagnarsi la salvezza, hanno ribaltato i pronostici che la vedevano quotata a inizio anno per 5000 a 1 come vincente del massimo campionato inglese, trovando in uomini come Vardy, Drinkwater e Mahrez gli eroi di questa pazza impresa. La squadra costruita dal tecnico italiano ha fatto forza sulla fame e sulla voglia di rivalsa di giocatori che hanno fatto tanta gavetta, dando una lezione a top team costruiti a suon di milioni. Ora i campioni in carica sono a 3 punti dalla retrocessione, ma in Champions hanno dominato il girone conquistando gli ottavi di finale, e qualcuno già inizia a pensare a Cardiff…

Il Leicester di Ranieri campione d’Inghilterra.

10 a Cristiano Ronaldo – L’anno solare che si sta chiudendo è stato per Ronaldo quello più ricco di trofei e soddisfazioni. L’asso del Real Madrid ha vinto Champions League, Supercoppa Europea, Mondiale per Club, Europeo con il Portogallo, Pallone d’Oro e Globe Soccer Award. Non sarà stato decisivo nelle finali (anche se la tripletta in finale del Mondiale per Club dice il contrario), ma il portoghese è stato ancora una volta una macchina da gol, trascinando il Real Madrid in finale di Champions con 16 gol nella competizione, portando il Portogallo a giocarsi la fase a eliminazione diretta con due gol all’Ungheria e segnando in un anno qualcosa come 41 gol totali. Senza dubbio il migliore al mondo di questo 2016.

Menzione speciale al Crotone, capace di trovare una clamorosa promozione in Serie A, dopo quelle di Frosinone e Carpi nel 2015. Un applauso alla squadra di Juric prima e Nicola poi, capace di arrivare in A e lottare per restarci. Una bella favola che dimostra come sia ogni anno più divertente e piacevole un campionato spesso bistrattato come la Serie B.

Il Crotone è salito in Serie A al termine della scorsa stagione.

Un 2016 sicuramente non banale per il calcio mondiale, che fa ben sperare per il 2017. Con l’auspicio che l’anno nuovo sia pieno di partite memorabili e sorprese dietro l’angolo come lo è stato questo appena passato.

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