Frosinone sempre più in alto: valori, tradizione e segreti di una delle migliori società in Italia

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L’ultimo turno di Serie B è stato cruciale per la lotta alla vetta, dato che la rilevazione Cittadella è riuscita a fermare il Verona, al suo secondo stop consecutivo, il quale è stato agganciato dal Frosinone di Marino, in grado di imporsi a Novara, in un campo fra i più difficili della categoria. A regalare la vittoria ai gialloblu sono stati due volti nuovi della squadra canarina, Cocco e Ariaudo.

Il Modello – È difficile infatti trovare giocatori che a Frosinone abbiano avuto problemi di ambientamento, facendo della piazza una sorta di isola felice dove in molti hanno avuto modo di confermarsi anche ad altissimi livelli. Sotto la gestione Stirpe, in Ciociaria sono passati molti protagonisti dell’attuale Serie A come Ciccio Lodi, l’ex Milan e nazionale azzurro Bocchetti, ora uno dei migliori difensori del campionato russo, Eder e Lapadula. Grazie alla perfetta gestione operata dalla società negli ultimi 10 anni, la città di Frosinone ha potuto abbracciare per la prima volta il palcoscenico della Serie B, culminata l’anno scorso con la promozione in A. Solo tre anni di stop con il ritorno in Lega Pro; anni di transizione che hanno permesso al ds Giannitti di lavorare con i giovani, ottenendo un successo storico con la formazione Berretti che nel 2012 si è laureata campione d’Italia.

La formazione Berretti guidata da Stellone campione d'Italia nel 2012.
La formazione Berretti guidata da Stellone campione d’Italia nel 2012.

Dalla cantera gialloblu sono usciti numerosi titolari della squadra che ha fatto il doppio salto dalla Lega Pro alla A, come Paganini e Gori, veri e propri tifosi in campo, che sono stati lanciati da Stellone, il tecnico dello storico trionfo con la formazione degli Allievi. La retrocessione in B non ha avuto un impatto negativo sulla società, ma anzi è stata presa come punto di partenza per un nuovo progetto, portato avanti dal tecnico Pasquale Marino, allenatore con esperienza anche in massima serie. Il tutto coadiuvato da una società “innamorata” della piazza e coesa al 100% tra progetto sportivo e tifosi. Il dg Ernesto Salvini ne è una dimostrazione, perchè arrivò in ciociaria quasi per caso e in questa terra è riuscito a diventare uno dei migliori “direttori” d’Italia. Credere fortemente nel settore giovanile e soprattutto nella cultura del lavoro, ha fatto si che gli addii di pezzi importanti come il tecnico Stellone, Ajeti, Leali e Blanchard, siano stati colmati da acquisti mirati come quelli di Ariaudo, Cocco e Bardi, tornato di nuovo in prestito, mentre molti titolari come Dionisi, Gucher e Ciofani, hanno declinato offerte importanti dalla Serie A convinti dalla serietà del progetto dei canarini, dimostrando quanto sia difficile lasciare una piazza come quella di Frosinone.

Pasquale Marino è subentrato a Stellone alla guida del Frosinone.
Pasquale Marino è subentrato a Stellone alla guida del Frosinone.

Una società formato “famiglia” – La vera forza della squadra di Stirpe sta però nella perfetta gestione economica, che fa del Frosinone una delle poche squadre in B, purtroppo, con i conti in regola. È proprio grazie a una gestione così oculata, che la società ha portato avanti un progetto ambizioso come quello dello stadio, diventato realtà nella conferenza stampa di qualche settimana fa che ha ufficializzato l’impegno preso dal presidente. Il comune, infatti, aveva gia iniziato i lavori di ristrutturazione del Casaleno, e ora il Frosinone Calcio ha vinto il bando per poter continuare i lavori sull’impianto e per poterlo prendere in gestione per i prossimi anni. Lo stadio sarà pronto per la stagione 2017/18, e i tifosi avranno finalmente una casa per poter tifare la squadra anche in categorie superiori. E non abbiamo dubbi che i gialloblù torneranno presto a riveder le stelle delle massima serie.

Il Frosinone Calcio in questi anni ha dimostrato a tutti di poter essere d’esempio a moltissime squadre, anche di Serie A, sia sotto il profilo economico, sia soprattutto sotto il profilo della voglia di ottenere risultati sportivi, per poter continuare a far sognare i tifosi. Cosa, purtroppo, non scontata di questi tempi. Valori, tradizione, spirito di appartenenza e competenza, qualità ormai sconosciute a gran parte delle maggiori società italiane. Non a tutte però, perchè il “Cavalier” Stirpe ha preteso fin dal suo insediamento (e prima lo fece suo padre e la sua famiglia) che questi valori siano scalfiti a fuoco nel cuore e nella mente di tutti coloro abbiano la fortuna di indossare la maglia del Frosinone. Abbiamo bisogno, nel calcio, di persone come lui.

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