INTERVISTA ESCLUSIVA – Jochen Saier e il Friburgo, l’uomo del futuro tra numeri e sogni

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Jochen Saier Friburgo

Si può essere piccoli ma sognare in grande. Il Friburgo da questo punto di vista, non si è mai posto dei limiti. Perché quando il tuo motto è “crescere e imparare ogni giorno”, nessun traguardo ti è precluso nella vita. Nella piccola cittadina ai piedi della Foresta Nera, dal 1904 si porta avanti un progetto di crescita calcistica che ha sempre badato a valori come passione professionalità piuttosto che ai soldi e agli interessi personali.

Dietro a questa squadra, c’è infatti la passione e la spinta di un intero popolo, che nel piccolo Schwarzwald Stadion ha creato un fortino inespugnabile per chiunque (sarà anche perchè lo stadio è 4,5 metri più piccolo degli altri) . Fin dal dopoguerra infatti, la società divenne famosa per la combattività e lo spirito di squadra dimostrato in campo, qualità che la resero amata in patria. Nonostante una rosa non esaltante dal punto di vista tecnico, battere il Friburgo in casa è qualcosa che non è riuscito neanche al Bayern Monaco, che non batte i rossoneri in casa propria dal 19 marzo 2011.

Perfino Heynches e Guardiola, non riuscirono a superare la muraglia stretta ad arte da Christian Streich, tecnico che da queste parti è amato più del beato Ermanno I  e che dal 2011 guida il Friburgo come fosse un figlio, dopo averlo portato persino alle soglie della Champions League. Prima della sconfitta subita contro il Wolfsburg sabato scorso, i Breisgau avevano ottenuto ben 10 vittorie consecutive in casa, rimarcando ancora di più le qualità imprescindibili di una società unica nel suo genere.

Friburgo
La curva del Friburgo. Una passione senza limiti.

E pensare che dal 2019 il Friburgo si trasferirà in un nuovo stadio, impianto necessario per favorire lo sviluppo e la crescita del club, voglioso di allargare il proprio pubblico e sognare in grande. E chi c’è dietro a tutta questa “rivoluzione”? Un gruppo di dirigenti giovane e valido, consapevole che tramite il lavoro si può sopperire in parte anche alla mancanza di mezzi economici. Uno dei membri più importanti della società è Jochen Saier, 38 anni, laureato a Boston e scampato per un solo giorno all’attentato dell’11 settembre a New York, quando con la sua Università doveva visitare in viaggio studio le Torri Gemelle. Saier ha portato nel Friburgo quell’unione magica tra numeri e passione per il calcio. Da ben 14 anni lavora in società, prima come responsabile della Scuola calcio e successivamente come responsabile dell’area sportiva, ruolo che negli ultimi due anni gli ha permesso di riportare il Friburgo in Bundesliga e di trasferire stabilmente in prima squadra altri 4 ragazzi proventi dal settore giovanile.

Saier è uno dei “dirigenti ombra” del mondo del calcio, uno dei quei dirigenti che non si vedono in tv ma il cui operato si sente forte e pesante come un macigno. Seppur così giovane, il suo dogma è preciso: lavoro, lavoro, lavoro. Come tutti i ragazzi della sua età, anche a Saier piace sognare. Cerca di farlo però in maniera anche razionale, non raccontando favole e consapevole che la crescita del Friburgo sarà graduale e forse mai, soprattutto per ragioni logistiche e di importanza, paragonabile a quella di altre grandi città e squadre tedesche.

In esclusiva a Overpress.it, Saier ha svelato alcuni degli aspetti del suo lavoro ed i suoi progetti per fare del Friburgo una realtà sempre più importante. Saier, insieme ai tanti giovani tecnici di Bundesliga, rappresenta quella nuova scuola tedesca di allenatori e dirigenti che sta rendendo unico nel mondo il calcio teutonico. Non conta l’età, quando si ha competenza, passione e qualità.

Papiss Cissé
Papiss Demba Cissé, maggior goleador della storia del Friburgo, 39 reti dal 2009 al 2011.

Fino a sabato scorso, il Friburgo aveva realizzato dieci vittorie consecutive in casa. State pensando di non cambiare più lo stadio?

“Siamo soddisfatti delle prestazioni e dei risultati per quanto riguarda le nostre partite in casa e ci piace giocare nel nostro stadio. Tuttavia abbiamo bisogno di migliorare la nostra infrastruttura per essere competitivi in futuro e non vediamo l’ora che arrivi un impianto nuovo e moderno”.

Dopo la retrocessione, il Friburgo ha avuto la forza dopo un solo anno di tornare subito in Bundesliga. Qual è stata la chiave del successo?

“I tifosi e l’ambiente non mettono pressione al club. Avevamo già una buona base di partenza a cui abbiamo affiancato nuovi giocatori giovani e affamati. Abbiamo mantenuto la continuità all’interno del nostro staff tecnico, in questo modo è stato facile costruire una  buona base per avviare il progetto e cercare di tornare presto in Bundesliga nella stagione successiva”.

Molti giocatori hanno deciso di rimanere anche in seconda divisione. I calciatori hanno percepito subito il piano di crescita?

“Abbiamo trasferito un bel po ‘di giocatori, ma il gruppo originario è rimasto. Lì abbiamo capito che il potenziale era stato sottovalutato dall’esterno e che al contrario aveva un sacco di qualità. Abbiamo poi cercato di acquistare alcuni giocatori con profili speciali per completare di nuovo la squadra. Non avevamo un piano di crescita particolari e non abbiamo fatto promesse, ma i giocatori che abbiamo ingaggiato ed i giocatori che sono rimasti sapevano che insieme potevamo avere un sentiero agevole che conduceva fino alla Bundesliga”.

Omaggio ai tifosi del Friburgo – VIDEO 

A soli 38 anni, sei uno dei più giovani e preparati dirigenti in Bundesliga. Eppure di lei ne parlano in pochi. Avete deciso di dare più importanza ai numeri che la vostra immagine?

“Se faccio bene è perchè credo che sia tutta una questione di lavoro, ma questo bene è per quello che faccio all’interno del club e non perchè faccio del marketing personale. Se poi andrà ancora così, le cose andranno nella direzione giusta da sole e magari riuecasitò ad avere anche più importanza nell’immagine”.

Dalla Northeastern University di Boston fino a Friburgo. Che percorso l’ha portata in Bundesliga?

“Dopo il mio periodo a Boston ho lavorato in maniera molto intensa per dieci anni nel settore giovanile del club. A quanto pare, la società era molto felice del mio lavoro e dei miei risultati con i ragazzi dell’Academy. Le cose poi si sono sviluppate positivo, ma non credo che siano situazioni che si possono pianificare a tavolino. Tutto è arrivato giorno dopo giorno”.

Cosa può portare al calcio tedesco la sua esperienza americana?

“Il Calcio non era così sviluppato nel 2001 di quanto lo sia oggi negli Stati Uniti. E ‘un sistema di campionato totalmente diverso e all’epoca non era un torno grande e buoni giocatori come adesso. Quindi non c’erano molti insegnamenti che ho potuto portare nel calcio tedesco”.

I 10 gol più belli nella storia del Friburgo – VIDEO 

Anche grazie al nuovo stadio, dove può arrivare il Friburgo? Dal punto di vista tecnico ed economico in grado di finire tra le prime aziende in Bundesliga?

“Cerchiamo di sviluppare il club a piccoli e sani passi, l’importante è che tutti i passaggi che cerchiamo di fare vadano nella giusta direzione. Sappiamo che non saremo mai la piazza più grande del calcio tedesco e siamo consapevoli di non essere il pesce più grande nello stagno. Tuttavia sono sicuro che se ci atteniamo al nostro DNA e se riusciamo a prendere decisioni intelligenti in futuro, possiamo preservare il nostro ruolo in Bundesliga per molti anni ancora. Crescere piano, ma farlo costantemente”. 

La Germania spende 100 milioni di € l’anno per il settore giovanile. E ‘questo è il modo giusto per continuare a crescere? E per Friburgo quanto è importante il settore giovanile?

“Il Dipartimento della Gioventù, la Freiburger Fußballschule, è essenziale per il nostro club. Abbiamo portato tantissimi giocatori negli ultimi anni in prima squadra che poi sono stati ceduti – dopo alcune buone stagioni per noi – ad un ottimo prezzo. Ma anche non considerando questi trasferimenti , abbiamo ancora quattro giocatori nell’undici di partenza della Bundesliga. Lo sviluppo dei giovani è sempre stato ed è ancora un fattore chiave per il successo del nostro club”.

Christian Streich è uno dei migliori allenatori dell’intera Bundesliga. Qual è il suo più grande segreto? Friburgo è l’ambiente ideale per Streich oppure può aspirare a piazze più importanti?

“Abbiamo lavorato insieme negli ultimi 14 anni. Ha usato per allenare la U19 in accademia. Christian Streich, insieme con il suo staff, è in grado di sviluppare al meglio i giocatori, è in grado di farli crescere e migliorare. In questa maniera lui si identifica totalmente con il club e la filosofia del club”.

Streich - Saier
Jochen Saier e Christian Streich. Da 14 anni lavorano insieme per fare grande il Friburgo

La Bundesliga, con 2,6 miliardi di euro di fatturato, è il secondo campionato in Europa. Di questi, solo 523 milioni sono i ricavi del Bayern Monaco. E ‘possibile che in futuro la Bundesliga sia più livellata come la Premier League?

“Con il nuovo accordo TV firmato in Bundesliga a partire dalla prossima stagione, ci siamo avvicinati molto al mondo Premier League. Al momento però, la Premier League è ancora molto più avanti di noi. Vedremo se sempre più denaro comporti automaticamente lo sviluppo “sano” dei club e del loro campionato. La mia opinione è che questa sia una possibilità, ma rappresenta anche un grande rischio per mantenere e sviluppare un campionato equilibrato. Si rischia di avere l’effetto contrario”. 

In Italia non tutti conoscono il “modello di Friburgo”, una società sana e con importanti valori di sport. Se dovesse invitare i fan italiani a seguire il Friburgo, con quali parole gli racconterebbe la sua squadra?

Il Friburgo è una squadra molto ambizioso al suo interno ma che lavora e ragiona con umiltà. Si tratta di una squadra giovane, disposto ad imparare e migliorare ogni giorno”.

“La crescita dei giovani sarà sempre essenziale per lo sviluppo del nostro club”

Segue la Serie A? In questo momento il campionato italiano sta attraversando una profonda crisi. Lei non lavorerebbe mai in Italia?

“Per quanto riguarda l’Italia, credo che la chiave per un campionato ben funzionante sia l’equilibrio di bilancio delle squadre e la popolarità per quanto riguarda gli spettatori. E’ importantissimo come ogni squadra sfrutti le partite in termini di entrate economiche. Non sono sicuro se il problema con le infrastrutture e la quantità di tifosi negli stadi sia colpa del passato e non sono sicuro che la politica in materia di fan e di gruppi ultras attivi sia la soluzione migliore di sviluppare un campionato e per mantenere l’autonomia dei club”.

Facciamo qualche previsione. Quali saranno le prime sei squadre della Bundesliga alla fine della stagione? Il Friburgo si salverà?

“Per le prime sei posizioni è difficile da dire. Spero intanto di riuscire a mantenere il nostro livello di gioco e spero che potremo continuare a sviluppare la squadra e il nostro progetto nella giusta direzione. Se facciamo così, siamo in grado di giocare una buona stagione. Nel calcio le cose possono cambiare molto velocemente, m sono sicuro che abbiamo tutte le qualità pr giocare una stagione ambiziosa e rimanere nel campionato”.

La nazionale è il campione del mondo, la squadra Under 21 ha vinto tutte le partite e U19 ha eccellenti qualità. Pensi che la Germania possa vincere tutto nei prossimi anni?

Abbiamo giocatori molto interessanti in tutta tutte le età. Pertanto, penso che siamo in grado di giocare buoni tornei con le nostre squadre nazionali per molti anni ancora”.

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