Kovac e la “nuova alba” di Francoforte: tattica, disciplina e tanta passione

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Francoforte

Nella stagione delle sorprese in Bundesliga, entra di diritto anche l’Eintracht Francoforte di Niko Kovac. Anzi, forse più delle altre, la compagine rossonera ha stupito anche i più scettici riuscendo a ribaltare qualsiasi pronostico dopo una campagna acquisti estiva davvero “povera” e che faceva presagire ad un altro anno di passione per Meier e compagni.

Condottiero Kovac – Se il borsino del calciomercato recita appena 2,2 milioni di euro spesi, il rapporto qualità-prezzo è senza dubbio otto volte tanto. Merito di un tecnico giovane e preparato, che dalla passata stagione ha saputo imporre le proprie regole e le sue geniali intuizioni. Non era facile infatti prendere nella passata stagione la guida di un Eintracht Francoforte in caduta libera e destinato ad una facile retrocessione. Kovac ha avuto la forza di accettare la proposta del ds Hubner, consapevole dei rischi a cui andava incontro. Lui però è un combattente nato, lo ha dimostrato in tanti anni di onorata carriera da capitano, girando le piazze più calde di Bundesliga da Leverkusen a Berlino passando per Monaco.

L’ex centrale croato ha subito chiesto l’aiuto dei tifosi, che da subito hanno capito il suo spirito riempiendo come sempre la Commerz Bank Arena con oltre 50.000 spettatori. Subito dopo l’ex Hertha Berlino ha ricompattato il gruppo, sconvolto dal caso Marco Russ e pieno di piccole lotte intestine. Era fondamentale salvarsi e l’Eintracht ha centrato l’obiettivo battendo nello spareggio salvezza un Norimberga che sembrava favorito. Merito di un finale di campionato fatto di lotta, disciplina tattica e nuovo amore per la maglia. Qualità che a Francoforte non si vedevano da troppi anni.

Nuovo progetto – Questo “blocco unico” tra squadra e tecnico hanno permesso a Kovac di ripartire alla grande anche nella nuova stagione. Oltre alla tattica, il tecnico delle “Aquile” ha dimostrato di conoscere il calcio mondiale come pochi. Ecco quindi le conferme del “cervello” Huszti, del talento di Fabian   e del centravanti Seferovic, a cui però Kovac ha avuto la formidabile bravura di scovare e portare in Bundesliga giovani come Vallejo, Mascarell, Tawatha, HectorBlum Hrgota, calciatori provenienti dalle giovanili o in cerca di riscatto. Se i soldi non ci sono, allora bisogna aguzzare l’ingegno. Via quindi tutti quelli che non condividevano il progetto (Castaignos, Zambrano, Aigner etc.) e dentro tanti giovani “affamati” pronti ad imporsi in Bundesliga. In questo mix tra esperti e debuttanti, l’ingrediente principale è stata la sagacia di Kovac, rapido e bravo a costruire una squadra corta, compatta e atleticamente eccezionale. Lo spettacolo è secondario, perchè da queste parti si accontentano di vedere una squadra che lotti per la maglia e che diventi difficile da battere per chiunque.

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Ecco così il pareggio interno contro il Bayern, il pari esterno a M’gladbach (due squadre con cui l’Eintracht non usciva imbattuto da tempo) e le vittorie casalinghe contro Schalke, Leverkusen e Colonia. Diciotto punti in 10 partite, numeri da capogiro anche per il più ottimista dei tifosi rossoneri. Quello che più entusiasma è l’atteggiamento della squadra, che passa al di sopra di assenze o di qualità tecniche ma che imposta le sue partite solo sull’atteggiamento aggressivo e propositivo innescato dal nuovo allenatore. E a pochi importa che la maggior parte dei nuovi talenti il prossimo anno non ci sarà (sono quasi tutti in prestito). Il vero acquisto, l’unico top player, è Niko Kovac. Con lui il progetto Francoforte va avanti, sognando di ripetere le gesta di due anni fa, quando la formazione guidata da Armin Veh e con i suoi meravigliosi tifosi, riempiva di colore e di gioia gli stadi di mezza Europa come i 12.000 di Bordeaux. Se non si hanno i soldi di Lipsia e Hoffenheim, altra grandi sorprese in Bundesliga, allora ci si “arrangia” con la competenza e con l’astuzia. Il vecchio calcio “pane e salame” che Kovac ha trasformato in 2.0.

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