Inter all’italiana: De Boer esonerato dopo 84 giorni, colpa sua o di una società assente?

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È durata solo 84 giorni l’esperienza sulla panchina dell’Inter per Frank de Boer, che è stato allontanato dalla dirigenza dopo la brutta sconfitta per 1-0 contro la Sampdoria. Fatali per il tecnico olandese i soli 14 punti accumulati nelle prime 11 gare, e soprattutto le brutte sconfitte in Europa League che mettono i nerazzurri in pericolo per il passaggio del turno. Eppure qualcosa di buono si era visto, come la bellissima vittoria con la Juventus e l’impegno profuso dall’ex Ajax, che aveva imparato a parlare italiano dopo soli 3 mesi, ma, come di consueto in Italia, il tempo concesso è stato fin troppo, nonostante le 11 partite giocate e i soli 6 punti di distacco dalla zona Europa.

L’avventura di de Boer era cominciata con l’addio a sorpresa di Mancini in Agosto, dopo le pessime figure dell’Inter nelle amichevoli precampionato. Contrasti con la dirigenza e una rosa non all’altezza avevano fatto prendere questa decisione al Mancio, portando Ausilio a dover scegliere un nuovo allenatore a poche settimane dall’inizio del campionato. Scelta ricaduta su de Boer, vincitore di numerosi titoli olandesi con l’Ajax, e capace di lavorare specialmente con i giovani. È per questo che la dirigenza ha deciso di accompagnare l’arrivo del tecnico con quello di giocatori come Gabigol, Joao Mario e Candreva, per un esborso di quasi 100 milioni.

Frank de Boer era stato presentato il 9 agosto.
Frank de Boer era stato presentato il 9 agosto.

Ma le difficoltà incontrate sono state moltissime, e nonostante una rosa di assoluto livello, i risultati non sono arrivati. Gli alibi a favore di de Boer sono tanti: dalla non conoscenza di una lingua complicata come l’italiano, alla preparazione svolta con un altro allenatore, fino ad arrivare alla presenza di giocatori non richiesti dall’olandese. La squadra poi, ci ha messo del suo, con calciatori come Kondogbia che hanno esplicitamente remato contro l’operato del tecnico, e il capitano Icardi che si è messo contro mezza tifoseria interista. Il risultato è stato un 12esimo posto tanto brutto quanto triste per una squadra gloriosa come l’Inter. Ma in Italia funziona così, e anziché aspettare la sessione di mercato invernale per intervenire sulla squadra insieme all’allenatore, si è deciso di prendere quest ultimo come capro espiatorio. Allenatore che non è assolutamente esente da colpe, come dimostrato dalla sbagliata gestione dei casi JoveticBrozovic, Kondogbia e Gabigol, anche se non è stato fatto nulla per rendergli il soggiorno a Milano più semplice.

Gabigol bocciato dopo pochi mesi da De Boer e pagato 30 milioni.
Gabigol bocciato dopo pochi mesi da De Boer e pagato 30 milioni.

La squadra verrà ora affidata a Vecchi, almeno fino alla partita col Crotone, mentre per il futuro i nomi caldi sono quelli di Pioli, Blanc e Villas Boas. Il primo può fare bene per la sua conoscenza del campionato italiano e di quel 4-3-3 che sembra essere il modulo più adatto per una squadra con tantissimi esterni come l’Inter, ma troverebbe già una situazione spinosa con Candreva, che ha lasciato la Lazio proprio a causa del tecnico parmense. Risalgono a poche settimane fa infatti le dichiarazioni dell’esterno romano su Pioli, reo di aver dato la fascia di capitano a Lucas Biglia durante la sua permanenza nella capitale. Villas Boas e Blanc invece sono allenatori troppo simili a de Boer, e sarebbe difficile aspettarsi un cambiamento radicale rispetto all’olandese.

Intanto la strigliata alla rosa è arrivata, colpevole di prestazioni troppo brutte per essere vere contro squadre di categorie inferiori (vedi sconfitte con Beer Sheva e Sparta Praga). La domanda è lecita: la vera Inter è quella vista con la Juve o quella delle 5 sconfitte in 11 partite in Serie A? La risposta la avremo probabilmente in questo mese di novembre, fra gare cruciali in Europa League e derby. Mese al quale, forse, era meglio affacciarsi con un allenatore in panchina.

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