Il Brasile sceglie Tite, il tecnico più europeo e amato da un popolo intero

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Tite

Il popolo ha vinto. Il Brasile ha scelto come successore di Carlos Dunga (esonerato dopo la pessima figura in Copa America) Adenor Leonardo Bacchi, 55 anni, da tutti noto semplicemente come “Tite”. La federcalcio brasiliana ha ascoltato la voce di un un popolo intero che già dopo la debacle del 2014 aveva chiesto a gran voce la sua nomina a nuovo ct verdeoro.

Tite è infatti uno dei tecnici più bravi e vincenti del Sudamerica, avendo vinto negli ultimi anni due campionati brasiliani (2011 e 2015), una Libertadores (2012), un Paulistao (2013), una Recopa (2013) e il Mondiale per Club contro il Chelsea (2012). Quello che piace di Tite è la sua mentalità europea, uno stile di gioco fatto di lavoro e organizzazione e con massima attenzione ai dettagli. Usa modi molto gentili ma nelle sue scelte è di assoluta fermezza. Il Corinthians ha dominato in Brasile grazie alla sua organizzazione e alla solidità difensiva, caratteristiche a volte sconosciute al 90% dei tecnici brasiliani.

Tite
Tite è il tecnico del popolo. Amato da tutti anche per il suo impegno nel sociale.

Il suo “mentore” è infatti Carlo Ancelotti, allenatore che lo stesso Tite seguì personalmente per una settimana di “stage” quando il tecnico italiano allenava il Real Madrid. Questo deciso cambio di mentalità è necessario in un momento in cui il Brasile attraversa una crisi tecnico-tattica e di talenti. Con Tite il Brasile inizia un nuovo percorso di idee con cui tornare a dominare nel mondo.

Tite
Tite con la Copa Libertadores vinta nel 2012 contro il Tijuana.

La sua ufficialità non è ancora arrivata dalla Federazione ma bensì dal Corinthians, che tramite il suo sito internet ha salutato l’ormai ex tecnico accusando anche non troppo veramente la Federazione brasiliana di avergli “scippato” Tite. Il suo contratto sarà di due anni e fino ai Mondiali del 2018.

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