Nell’anno delle favole del calcio, anche il Leganés regala la sua: in Liga dopo 88 anni

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Leganes

Gli ultimi giorni di maggio hanno regalato alla città di Madrid gioie e dolori incredibili dal punto di vista calcistico, con la finale di Champions League di Milano che, due anni dopo, ha confermato ancora il Real sul tetto d’Europa, cancellando un’altra volta il sogno di Simeone e di tutto il popolo dell’Atletico di alzare finalmente la coppa dalle grandi orecchie; lacrime colchoneros, ma lacrime anche poco distante, in due quartieri della capitale spagnola: Getafe e Rayo Vallecano infatti da pochi giorni avevano perso la loro battaglia personale, venendo superate proprio all’ultima giornata di Liga dallo Sporting Gijon, e tornando nell’inferno della Segunda Division.

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Lo stesso campionato dove l’anno prossimo non ci sarà più un’altra squadra dell’immensa periferia madrilena, quel Leganés che, dopo una storia lunga 88 anni, ha conquistato la sua prima, incredibile promozione nel massimo campionato spagnolo. Una storia tutta da raccontare quella della squadra della città sorta a pochi chilometri da Madrid, e cresciuta demograficamente in maniera esponenziale negli ultimi decenni, spinta dalla massiccia migrazione verso la capitale di tanti lavoratori delle altre regioni della Spagna.

La celebrità, prima di questa fantastica promozione, il centro iberico l’aveva suo malgrado vissuta solo nel marzo del 2004, quando un gruppo di sospetti terroristi islamici, accusati degli attentati ferroviari che un mese prima avevano messo in ginocchio la capitale e in apprensione il mondo, si fecero saltare in aria pur di non consegnarsi alla polizia che li braccava, causando ancora morte e distruzione.

Sabato scorso quindi, dodici anni dopo, la città è tornata agli onori della cronaca, ma questa volta i cittadini di Leganés non si sono nascosti per il terrore, hanno potuto festeggiare una splendida notizia, una novità che da quelle parti non si era mai vista. Si, perché dal lontano 1928 la squadra locale aveva navigato a vista nelle serie minori, anzi, prima del 1993 aveva giocato al massimo in terza serie, al confine tra professionismo e dilettantismo; la prima svolta appunto poco più di 20 anni fa, quando una squadra con una età media di 22 anni, composta da ragazzi che prima dell’allenamento studiavano o lavoravano, e che non avevano nella maggior parte dei casi un vero contratto, centrarono lo storico traguardo, portando per la prima volta in Segunda la squadra; l’approdo nel secondo livello del calcio nazionale è stato digerito a fatica dalla piccola società, che per undici anni ha lottato, spesso fino all’ultima giornata, per conquistare salvezze sempre più sofferte, ma ha avuto anche l’onore, e il piacere, di dare la prima occasione da calciatore ad un giovanissimo Samuel Eto’o, e di avvicinarsi al calcio dei grandi con la costruzione del nuovo stadio, il Municipal de Butarque, che con i suoi 8.000 posti sarà uno dei più piccoli impianti della prossima stagione, anche se continuano a rincorrersi voci di importanti ristrutturazioni.

Samuel Eto'o con la maglia del Leganés. Il camerunese giocò in prestito nella stagione
Samuel Eto’o con la maglia del Leganés. Il camerunese giocò in prestito nella stagione 1997/98.

Tornando alla storia recente, sembrava che il 2003 potesse essere l’anno buono per tentare la scalata, grazie all’arrivo del nuovo proprietario, l’argentino Grinbank, che oltre a idee rivoluzionarie ha portato con sé il grande Pekerman, oggi ct della Colombia, ma allora direttore sportivo della squadra; il mercato fu straripante, con il Leganés che acquistò tantissimi giocatori, soprattutto argentini, ma i risultati sul campo furono disastrosi: dopo aver sfiorato l’impresa in Coppa del Re contro il grande Real Madrid, la squadra dell’allora allenatore Aimar crollò in campionato, tornando mestamente in terza serie.

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Lo Stadio del Leganés, impianto da 8118 posti.

Da allora, nonostante i problemi economici sempre più pesanti, la società spagnola è riuscita a resistere, affidandosi più a investitori locali che a eccentrici sudamericani, e la nuova promozione, arrivata nel 2014 grazie alla rovesciata vincente di Carlos Alvarez negli spareggi ha ridato entusiasmo ad una piazza pronta per l’ingresso nell’élite del calcio. Il resto è storia recentissima, con il Leganés che, dopo la tranquilla salvezza dello scorso anno, in questo campionato è riuscita a sovvertire i pronostici e a rimontare dopo una partenza in salita, stupendo tutti e conquistando proprio all’ultima giornata, con la vittoria sul campo del Mirandés, la prima storica promozione in Liga.

Il prossimo sarà un anno speciale per i bianco blu, un anno sicuramente difficile ma soprattutto da vivere nel migliore dei modi, con la piccola realtà madrilena che per la prima volta sfiderà in campionato le grandi del calcio mondiale; difficile prevedere risultati, e difficile pensare ad un campionato tranquillo in classifica, ma ancora una volta, come era già successo nel 1993, e come è successo quest’anno, il Léganes è pronto a stupire di nuovo.

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