Real Madrid-Atletico: finale a sorpresa, tra mille problemi e rifondazione

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Sarà dunque derby in finale di Champions League fra Atletico e Real Madrid, e, a differenza di due anni fa, le due formazioni sono sicuramente partite come sfavorite nei pronostici. Risultato a sorpresa quindi, per due squadre che avrebbero dovuto affrontare nulla più che una stagione di transizione. Il Real ha eliminato, in una semifinale di Champions piuttosto atipica e priva di spettacolo, il Manchester City di Pellegrini. L’Atletico invece ha compiuto delle vere e proprie imprese liberandosi prima del Barcellona di Luis Enrique, e poi del Bayern di Guardiola.

Le merengues hanno cominciato la stagione con Benitez in panchina. L’ex tecnico del Napoli, annunciato in estate, non ha convinto i tifosi, da subito ostili alla candidatura dello spagnolo. Ci hanno pensato poi i presunti dissapori con Cristiano Ronaldo e Pepe e la gaffe che ha sancito l’eliminazione in Copa del Rey a far traballare la panchina a Rafa, che è stato infine esonerato dopo appena 5 mesi in seguito al pareggio patito a Valencia, che ha allontanato i blancos dalla vetta in campionato. Al suo posto è stato nominato Zinedine Zidane, già allenatore del Real Madrid B, pensato da Perez più come un traghettatore che come un vero e proprio manager su cui puntare. Il francese ha però stupito tutti, riportando l’attacco del Real ai numeri che gli competono, e, grazie anche a sorteggi non di certo proibitivi contro Roma, Wolfsburg e City, guidando le merengues alla quattordicesima finale di Champions League.

Il gioco espresso da Benzema e compagni non è di certo il più divertente del mondo, ma i risultati stanno dando ragione a Zizou, che ha riportato la squadra al terzo posto in Liga a solo 1 punto dalla vetta che vede coabitare a 85 punti Barcellona e Atletico. In semifinale ci ha pensato Bale, che proverà a ripetersi nella finale di Milano. Lì davanti di sicuro le alternative non mancano.

Stagione particolare anche per l’Atletico. Gli uomini di Simeone sono partiti con ben altre ambizioni, anche a causa delle cessioni pesanti di Miranda, Turan, Raul Garcia, Alderweireld e Mandzukic, che preannunciavano l’inizio di un nuovo ciclo. Dal mercato sono arrivati Savic dalla Fiorentina, Filipe Luis, Jackson Martinez, Ferreira Carrasco e Vietto.

Proprio la prematura cessione della punta colombiana a gennaio ha fatto intendere però che i colchoneros non puntavano di certo alla Champions, cercando piuttosto di dare fastidio in Liga. Ma la nuova ossatura costituita dal portiere Oblak, dai difensori Gimenez e Godin, da Saul a centrocampo e Griezmann e Torres in attacco, ha stupito tutti, riuscendo a trovare l’intesa perfetta che ha permesso a Simeone di mettere in atto nel modo migliore la sua filosofia tutto cuore e polmoni. I colchoneros hanno sfidato prima il Barcellona annullando la MSN, andando a giocare in 10 al Camp Nou per quasi tutta la partita senza mai soccombere, e vincendo per 2-0 al Calderon. In semifinale l’Atletico ha pescato poi il Bayern di Guardiola, la cui idea di gioco è pressoché identica a quella del Barça.

Jackson Martinez, acquistato dal Porto per 25 milioni e rivenduto a gennaio per 30 al Guangzhou
Jackson Martinez, acquistato dal Porto per 25 milioni e rivenduto a gennaio per 30 al Guangzhou

In casa è bastata una magia di Saul, uno dei migliori centrocampisti al mondo in prospettiva, e la difesa rocciosa a difendere l’1-0, mentre all’Allianz Arena nonostante la sconfitta per 2-1 gli uomini del Cholo hanno conquistato un pass per Milano.

Nel 2014 vinsero i blancos, che conquistarono a Lisbona la Dècima davanti ai cugini, imponendosi per 4-1 al termine di un match ricco di emozioni. Quest anno ci sarà lo storico bis, per una finale sulla quale nessuno avrebbe scommesso un euro a inizio anno.

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