FOCUS JUVE – La leggenda degli uomini straordinari (lettera aperta a Claudio Marchisio)

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“Siamo vivi, e se si pensa il contrario è un punto a nostro favore”

Così recita Sean Connery, così prima di iniziare uno dei tanti scontri epocali che caratterizzano il film. E’ questo il teaser perfetto della stagione bianconera. Slogan forte, d’impatto, per un pubblico di disillusi, di arresi ma anche di antisportivi speranzosi. Biglietto da visita di “uomini straordinari”: dalla loro lo strapotere della normalità. Perché in fondo, cosa c’è di più ordinario dei numeri? Soprattutto quelli che militarmente si susseguono in una perfetta progressione matematica? Una processione da ragionieri, in un cui i numeri diventano mostri e i mostri diventano record.

Lo strapotere dell’ordinario, e dell’ordine: l’allegriana prescrizione, la cura della pazienza, dell’attenzione, della disciplina, del brutto efficace. E tra il teaser e il finale di stagione, gambe che corrono, cuori che battono e quei cervelli li, che ragionano, studiano, scendono in campo prima dei piedi, prima della paura.

Grande errore quello degli sceneggiatori di partire in realtà da una storia di delusione, una storia sbagliata in partenza, in cui gli attori erano solo delle comparse, che si muovevano in confusione, in cui tutti gli sberleffi della commedia italiana del secondo dopoguerra, si sono mescolati alle tinte agrodolci del neorealismo, alle linee grottesche dei personaggi da circo. Tutto insieme: i grandi addii, gli infortuni celebri, la sorte avversa. La nostalgia che si mescola alla fantascienza: creature senza futuro, zombie da infermeria, walking dead. Il tutto con una scenografia scadente di rinforzo: una classifica che vedeva i nemici giurati in testa.

Scadente, perché di cartone.

Eppure come nei migliori schemi della Commedia Nuova, arriva l’aiuto, arriva il personaggio che tira il protagonista fuori dai guai. Sei tu, Claudio, il nostro primo eroe, che ruota le sorti della storia a nostro favore: fatina dalla bacchetta magica, che rende Cenerentole, splendida principessa prima, sfacciata regina poi. Principe di una manovra che si raddrizza fino a diventare meccanismo perfetto di una difesa che è al tempo stesso garanzia di spazio, tempo, respiro.

Arriva dicembre, e il vostro “Canto di Natale” ci ha costretto a crederci ancora. Scettici Scrooge, già pronti a rinunciare alla magia, abbiamo visto scorrere i fantasmi del passato, gli addii eccellenti, quelli del presente con la faccia degli 11 del Sassuolo, quelli del futuro manifesti in un 12esimo posto in classifica.

I gol di Marchisio in Serie A con la Juventus – VIDEO

“Dopotutto, domani è un altro giorno” c’è tutta la speranza degli occhi gocciolanti di Rossella Hoara nelle parole del mister, e in quelle di Capitan Buffon che, ancora ignaro dei record che avrebbe battuto in corsa, segna il cammino. C’è tutta la voglia di conquistare di nuovo Reth, che come tutti i detrattori dell’ultima ora “se infischia”. E così questa storia deve essere di nuovo modificata, e in fretta. Dite agli sceneggiatori di rendere le tinte più forti, i protagonisti dei criminali, di inserire sullo sfondo delle schiacciasassi. Le comparse, gli zombi, diventano killer spietati, che uccidono, un colpo alla volta, che conquistano un quartiere alla volta, che tengono i piedi saldati a terra e gli occhi bassi. Che li alzano solo per guardare, alla fine, ogni avversario sconfitto.

La partita Scudetto della Juventus, successo 2-1 a Firenze – VIDEO 

Un suggerimento per gli autori di questa bellissima produzione: i film più belli sono sempre quelli che lasciano un finale aperto, ancora da decidere, ancora da interpretare. Un finale, più bello, diverso, un finale alternativo. O una finale, ecco. Cosa c’è di più bello da festeggiare di un’attesa che non può far altro che prolungare i festeggiamenti? Gli attori sono già tornati a studiare un nuovo copione, il prossimo film uscira nella notte del 21 maggio, con la splendida location dello stadio Olimpico di Roma. Ma lo spettatore invece, è ancora lì a bocca aperta, ancora lì con gli occhi spalancati e le rotelle nella testa che girano più veloci ma che ancora non trovano risposta a come tutto ciò possa essere accaduto ancora. Sono davvero uomini straordinari?

Sì, nella loro ordinarietà. E nel loro ordine. A garantire un futuro che sembrava segnato. A scrivere ancora, e sempre meglio: we made hi5tory, e alle altre toccherà ancora leggere, e leggere.

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