FOCUS JUVE – 5 buoni motivi per seguire questa corsa Scudetto

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Buffon

La partita di sabato sera contro il Milan non è stata una partita facile: i rossoneri hanno scaricato le frustrazioni dell’ultimo periodo in campo e sulle ali dell’orgoglio hanno provato a recuperare punti confezionando una buona prestazione, rendendo questa sfida più fastidiosa del previsto per una Juve meno attenta, meno concentrata, meno precisa del solito, piena di imprecisioni tecniche.

La partita di sabato sera non è stata semplice dal punto di vista tattico, perché all’importazione iniziale ne è dovuta seguire immediatamente una nuova, adattata alla rincorsa di spazi che il Milan ha saputo riempire fin dai primi minuti.

La partita di sabato sera non è stata facile, perché ennesima rincorsa del vantaggio, ennesima rimonta in un campionato di rimonte.

Anche nella più scomoda delle situazioni però, c’è uno spirito, un sottinteso, una molla che scatta proprio quando il meccanismo sta per rompersi. Specialista in arrampicata, date alla Juventus una salita, rendetela più impervia, e sarà anche più naturale superarla. Aprendo così questo finale di stagione ad una serie di “finali” che avranno nella trasferta di Firenze il picco di difficoltà più alto.

Pogba
Pogba è diventato quel leader che la Juventus aspettava da due anni.

Io ho 5 buoni motivi per seguire questa quinta corsa scudetto e per amarla allo stesso modo se non più delle altre.

  • Amarla perché non è una corsa, ma una continua rincorsa, agli avversari, ai risultati, ai proprio limiti, ai limiti degli altri. La partenze con handicap ha reso il palcoscenico della serie A vuoto della sua regina, disponibile ad altre protagoniste, faticosamente riconquistato con 21 vittorie in 22 partite. Inutile aspettarsi adesso il tanto atteso logorio psico-fisico: la Juve ha già scalato la montana, sta scollinando avendo dalla sua un vantaggio, minimo, ma che la tutela da eventuali errori. Si appresta dunque alla discesa, fatta anch’essa di tante piccole salite.
  • Corsa scudetto che è consacrazione di Massimiliano Allegri e del progetto della dirigenza.

Lontanissima la scorsa estate, quella in cui le perplessità dei tifosi sono diventate un nido di diffidenza e sfiducia nei confronti del mister e della diffidenza. Lontanissimo l’inizio di stagione in cui si gridava all’esonero dell’intera compagine dirigenziale. Allegri ha segnato la strada, nell’indicare in dicembre un limite temporale, ha insegnato a camminare ad un’altra velocità, nel predicare la calma, la pazienza, ha trasformato una macchina schiacciasassi in una ditta di costruzioni. Continuando ancora oggi ad individuare in ogni partita un obiettivo puntando alle stelle, ma con i piedi per terra. E torna sull’onda di questa calma, la fiducia in un progetto della dirigenza che punta al lungo termine, a gettare le basi. Perché le stelle sono tante, milioni di milioni, ed è bello ammirarle, sempre.

  • Seguire la corsa scudetto per ammirare ancora, e ancora le prodezze di capitan Buffon.

Nel suo ultimo tweet “fare l’impossibile è una specie di divertimento” è raccolta tutta la sua filosofia: non infatti SOLO i minuti del suo record di imbattibilità a fare di lui un gigante ma le prestazioni con cui continua a sorprenderci e gli strepitosi interventi che continuano a confermare il suo stato di grazia. Senza contare il suo immenso valore a livello di spogliatoio, si può tranquillamente affermare che questa sia la SUA Juventus.

  • Amare questa sfida scudetto perché è tutta cervello e cuore. In un anno da molti definito “di trasizione” in seguito agli addi di lusso e all’inserimento di numerose nuove leve, è invece arrivata la consacrazione di un modus operandi, e soprattutto ancora una volta, di uno stile.
Allegri
Massimiliano Allegri è pronto a firmare il rinnovo con la Juventus fino al 2018.

Quello che va a incrementarla determinazione quando si è in deficit di tecnica, quello che rende più forte la testa quando i piedi sembrano non andare. Intelligenza, tecnica, tenacia, attenzione. L’anno delle vittorie “sporche” grattate con le unghie, recuperate da situazioni difficili. “La Juve non parla, da i numeri” e sono straordinari. La Juve non parla, ma continua a far parlare, anche in una stagione in cui di alibi non ce ne sono: e allora è anno di consacrazione di uno stile che fa da background alla non risposta alle provocazioni alle trappole facili. Alle insinuazioni rispondo i fatti, alle parole i numeri.

  • Si deve amare questa corsa scudetto, perché non sarebbe UNO scudetto, ma il quinto scudetto. Consecutivo. Perché verrebbe da una conquista di terreno mangiato alle altre, meritato senza riserve. Dopo un anno di montagne russe, di cui si apprezza il vento nei capelli dei picchi più alti, i brividi delle discese più pericolose, i mal di pancia delle curve più basse: se la sconfitta di Monaco brucia ancora, e sempre di più visti gli ultimi risultati delle concorrenti, deve renderci orgogliosi perché nessuno è superiore alla Juventus in termini di forza e carattere.

Io questi ultimi appuntamenti con la serie A li seguirò col cuore, comunque vada, e fino alla fine. E dovreste farlo anche voi.

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