FOCUS JUVE – Verso Juventus – Napoli: cos’ha lei più di me?

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Napoli - Juve

Se solo non ci fosse Sanremo, se ne parlerebbe nelle sale d’aspetto, in fila alla posta o al banco del supermercato, dal parrucchiere. Perché questo è davvero il pre-partita più lungo degli ultimi 5-6 anni, perché in una situazione di sostanziale equilibrio si parla di una partita davvero determinante.

Tutto questo parlarne non può far altro che accrescere aspettative, speranze, di quanti si aspettano il big match che sicuramente potrà indirizzare, condizionare, anche se non ancora risolvere, le sorti del nostro campionato. Un pre-partita che sa di anni ottante, con il retrogusto amaro di una rivalità prima ancora “geografica”, politica, che calcistica. Due rivali così diverse, eppure quest’anno così simili, che si contendono una scena negli ultimi anni tutta bianconera.

Il mese di gennaio è stato sostanzialmente un rimpiattino, un rispondersi colpo su colpo, trovare un elemento di superiorità è davvero difficile: alla solidità difensiva della Juve che sembra davvero, di nuovo, la vera arma segreta, il Napoli risponde con una maggiore apertura di possibilità in attacco. Un rincorrersi che di fatto rappresenta un inedito, perché per la prima volta dagli ultimi quattro anni, non c’è, a questo punto del cammino, una conclusione già segnata.

La Juventus ha ancora a disposizione 14 partite per dimostrare di che tessuto è fatta la trama di una rincorsa che ha detto straordinario, e deve farlo a partire da questo Juve-Napoli. Ha sicuramente molto più da perdere perché sebbene non determinante per relegarla al secondo posto, questa partita, in caso di sconfitta, porterebbe a materializzarsi di uno svantaggio di 5 punti  che complicherebbe ancora di più la risalita, la rincorsa, il sorpasso. Oltre a condizionare il morale, per i successivi, importanti, incontri europei.

La Juve è adesso nella condizione di co-protagonista, non più regina indiscussa, ma “ex”, un’inseguitrice prorompente, alla ri-conquista, sicura dei suoi mezzi, ma con qualche dubbio da sciogliere, soprattutto in queste ultime ore.

Quali sono i reali vantaggi di questo Napoli? E’una Juve leggermente incerottata quella che si chiede: cos’ha “lei”che io non ho? O meglio, cos’ho io in meno?

La Juve manca degli uomini chiave: dopo aver perso Khedira e Mandzukic, arriva dopo l’ultima partita anche lo stop di Chiellini che determinerà quasi sicuramente un cambio di modulo. Una veste nuova, che in realtà è una “vecchia novità” , un ritorno alla difesa a quattro, dopo essere faticosamente e definitivamente tornati al caro 3-5-2. La partita contro il Frosinone, che di fatto è stata una sorta di deja-vuu di quella contro il Genoa, ha messo a durissima prova la tenuta fisica , oltre che psicologica, di molti giocatori, ma ha riconfermato la grande forza di una difesa che adesso potrebbe subire qualche problema con un rimodellamento forzato. Gli infortuni continui hanno sicuramente tolto di mezzo risorse e valore alla squadra di Allegri che sicuramente può contare su alternative valide, ma che di fatto non può sfruttare il vantaggio di una rosa così ampia. La cortina di ferro sta perdendo i pezzi, ma ancora una volta la differenza sarà nel ruolo giocato dal gruppo: soprattutto in una sfida come questa in cui è evidente lo scontrarsi di una grande collettività da un lato, e grandi individualità dall’altro. Ed è importante in questo contesto ricordare che a togliere le castagne dal fuoco sono sempre più spesso i “panchinari” come se la soluzione fosse proprio sempre lì, a portata di mano. Guardare a chi sta bene, non a chi non c’è, alla migliore formazione possibile, adesso, non alla perfezione di un mese fa.

La Juve manca di punti: il discorso torna inevitabilmente all’inizio di stagione a quei punti persi per strada a quei giorni che sono stati di formazione anche per il Napoli. Falsa partenza che per fortuna si è tramutata in una splendida rimonta, ma che di fatto rappresenta il vero handicap a livello di quantità. Impossibile recuperarli, rimpiangerli è inutile, ma sono tutti lì in quel distacco di due punti, a legittimare un primato a determinare un confine, sottile, ma evidente. Che la falsa partenza diventi tarlo, per loro, non per noi, a creare il dubbio a minare le sicurezze che reggono il loro primo posto.

La Juve ha meno punti, ma ha dalla sua un calendario più benevolo, per quanto possibile, un invito continuo a recuperarli. Calendario che invita inoltre a “saziarsi” anche con un pareggio: che una big poi possa firmare per un pareggio in una partita simile è ai limiti dell’assurdo anche quando, come in questo caso, qualora arrivasse servirebbe a mantenere uno status quo e ad aprire a nuove possibilità.

Che la Juve dunque non abbia davvero nulla da invidiare al Napoli? La prima delle prove del nove per rispondere a questa domanda è lì ad attenderci.

Si è vista ultimamente tanta prevedibilità, tanti errori evitabili. Allegri ha ormai instaurato un sistema pi conservativo: ma se si fa fatica ad innescare gli attaccanti contro l’ultima difesa del campionato, quanta audacia servirà contro quella che è la migliore? La strategia della pazienza potrebbe non bastare se invece che attaccare con convinzione si aspetta un errore dell’avversario.

E allora serve il coraggio, la resistenza, la determinazione che sta ancora rendendo la Juventus impareggiabile: in un mondo in cui “Higuain logora chi non ce l’ha” è importante far valere un gruppo secondo a nessuno. Che le assenze siano opportunità, alternativa, i due punti di distacco un nuovo stimolo. Alla Juve, a quello stadio, il compito di rendere una partita spettacolo così da annullare, annientare le chiacchiere di questi giorni, le parole che in nulla potranno scalfire quanto si vedrà in campo. La Juve perde i pezzi ,ma mai la fiducia e sta lì a giocarsi un posto ancora una volta, e forse si possono commentare cali fisici, punti persi, strategie sbagliate, ma è giusto guardarsi dal parlare di quei valori tecnici, ma insieme morali, umani , che hanno permesso questa rimonta e  che creano i presupposti per questa vittoria.

Il nord, il sud, i complotti, l’arbitro, Liguori, Zeman, Simoni.

E’un momento felice per entrambe le squadre che si stanno battendo a suon di record, difficile a inizio stagione prospettarsi uno scenario del genere. E’ una gara che dirà tutto, o forse niente. Difficile trovare delle sfumature in questo duello.

“Nella settimana del festival tutti si sentono autorizzati a cantare, poi la sera della finale non hanno più voce”

E io, caro Carlo Conti, di finale, questa settimana, ne vedo una sola.

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