Cina padrona del calciomercato mondiale: un affare di stato che spaventa l’Europa

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Cina

In principio fu l’Europa, con Italia, Spagna e Inghilterra a farla da padrone nel calcio mondiale per varie decadi, dagli anni ’80 fino al 2000. Poi arrivarono i “petrodollari” degli Emirati a cambiare la mappa del calciomercato, anche se la destinazione  non ha mai affascinato più di tanto i grandi campioni. Successivamente si “svegliarono” anche le due super potenze USA e Russia, che a suon di contratti milionari hanno cercato di rivitalizzare i loro rispettivi campionati. E quando si parla di super potenze, allora non si può tralasciare la Cina, locomotiva dell’economia mondiale e da un paio di stagioni in rampa di lancio per diventarlo anche nel calcio. La Repubblica Popolare si è presentata come un vero e proprio ciclone, capace non solo di spaventare le grandi potenze sportive europee, ma anche di riscrivere le gerarchie del calcio mondiale.

Alex Teixeira
Il brasiliano Alex Teixeira, pagato 50 milioni di euro dal Jiangsu Suning

L’ultimo calciomercato di gennaio ha sancito senza ombra di dubbio l’entrata della Cina nell’élite del football. Un calciomercato sontuoso dove sono stati spesi oltre 300 milioni di euro in appena 20 giorni. L’aspetto più importate è che al contrario del passato, dove spesso venivano cercati e contrattualizzati calciatori a fine carriera, adesso decidono di trasferirsi in Cina giocatori anche in piena attività agonistica e in età giovane, magari lasciando anche club di primo livello europeo. Nell’ultimo mese di gennaio è stato il caso di Gervinho, passato dalla Roma all’HB Fortune per 18 milioni di euro, del colombiano Guarin, che ha sciato l’Inter per andare allo Shanghai Shenhua per 13 milioni. Entrambi non arrivano a 30 anni d’età.

I grandi colpi non sono arrivati solo dall’Italia ma bensì anche dalla ricchissima Premier League, dove le squadre cinesi hanno prelevato Ramires dal Chelsea per 28 milioni di euro e qualche mese prima convinsero Paulinho a lasciare il Tottenham per passare al Guangzhou Evergrande per 10 milioni di sterline. Nel mese di gennaio sono arrivati anche altri colpi di primissimo livello come quello di Jackson Martinez, prelevato dall’Atletico Madrid per ben 42 milioni di euro (passato anche lui al Guangzhou Evergrande) e soprattutto l’ultimo “botto” regalato dal Jiangsu Suning che si è tolto lo sfizio di portare in Cina Alex Teixeira dallo Shakhtar Donetsk per 50 milioni di euro (12 a stagione per il calciatore), trasferimento record per il calcio cinese.

Hanno scelto la Cina anche Renato Augusto e Ralf (freschi vincitori del Brasilerao con il Corinthians e pagati 28 milioni complessivi) e M’Bia prelevato dal Trabzonspor. Chi non si è posto limiti è il Tianjin Quanjian, formazione di seconda divisione cinese allenata dall’ex c.t. brasiliano Luxembrugo.

Per puntare alla promozione nella Super League, il Tianjin ha speso 41 milioni di euro per acquistare l’attaccante Luis Fabiano dal San Paolo e la “stellina” Geuvanio dal Santos. 

In Cina è arrivato anche Fredi Montero dallo Sporting Lisbona, conteso fino a pochi mesi fa dalle migliori squadre d’Europa. Il colombiano ha firmato per Tianjin Teda. Oltre i calciatori, la Cina ha avuto il merito di pensare prima ala costruzione della squadra ingaggiando bravi allenatori. Dopo Lippi, trionfatore di tutto, sono arrivati tra gli altri anche il già citato Luxemburgo, Alberto Zaccheroni e Sven Goran Eriksson.

Lippi
Marcello Lippi festeggiato dalla sua squadra dopo la vittoria della ACF Champions League

Pioggia di soldi e intervento statale – Il boom del calcio cinese si deve soprattutto ad una squadra: il Guangzhou Evergrande di Marcello Lippi. La Super League cinese infatti, nata solo nel 2004, è rimasta nell’ombra fino al 2013 e vista sempre come una lega di secondo livello dilaniata da scandali e piena di corruzione. La vittoria della ACF Champions League (la competizione più importante d’Asia) da parte del Guangzhou nel 2013, ha fatto esplodere in Cina la voglia di calcio portando i più grandi imprenditori del paese a investire sul calcio. In questo modo la Super League è passata da appena 5 milioni di euro di sponsorizzazioni a oltre 50 milioni di euro, iniziando un processo di modernizzazione e di apertura verso l’Europa.

Anche in questo si deve tutto al Guangzhou, che sotto la sapiente guida di Marcello Lippi iniziò ad acquistare giocatori di livello e non “ex” campioni sul viale del tramonto. Lippi al suo primo anno sulla panchina del Guangzhou chiese, e ottenne, Dario Conca dal Fluminense (miglior calciatore del precedente Brasilerao), Elkeson e Lucas Barrios, calciatori che si rivelarono decisivi per la vittoria di campionato e coppa.  Da lì in poi, il calciomercato cinese ha fatto registrare solo indici in salita passando dagli 80 milioni del 2014 agli oltre 300 di questa stagione.

Intervento statale – L’ulteriore e decisivo spunto verso l’alto al campionato cinese lo sta dando il governo, grazie all’intervento del Presidente cinese Xi Jinping, grande appassionato di calcio, che ha annunciato un piano decennale per lo sviluppo del calcio cinese. Il piano prevede di potenziare le strutture calcistiche, per aumentare la popolarità del calcio tra i ragazzi e per far crescere circa diecimila calciatori in più ogni anno. Il calcio sarà incluso nei percorsi scolastici ed entro il 2017 il governo provvederà alla costruzione delle strutture d’allenamento per tutte le scuole che ne avranno bisogno, circa ventimila. Il governo ha annunciato inoltre che presenterà la propria candidatura per l’organizzazione di un’edizione della Coppa del Mondo e che costruirà circa 50 mila campi sportivi in tutto il paese. I club sono stati incentivati ad investire e nei prossimi mesi diverse compagnie statali inizieranno a finanziare direttamente le società. Una cosa è certa, nella vita come nell’economia, la Cina ha dimostrato che quando decide di intraprendere un percorso riesce a portarlo a termine nel migliore dei modi. Solo il tempo potrà dire se anche nel calcio accadrà questo.

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