FOCUS JUVE – Juve “Gran Riserva”: non chiamatelo turnover

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Juventus

Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile.

Questo il mantra, questo il segreto per mantenere alte le prestazioni di tutti, per la costruzione di un assemblaggio con pezzi intercambiabili. Non esiste turnover, si tratta di incastrare al meglio alternative di lusso che, cambiano l’assetto, ma non l’obiettivo: vincere.

La Juve in semifinale lasciandosi aperta anche questa opportunità, la detenzione di un titolo che si fa feroce difesa, aperta possibilità. E’una Juve spietata nella ricerca della vittoria, nonostante l’inizio aggressivo della Lazio che, però, brucia tutto nel primo tempo. Poteva finire anche con un risultato più netto, ma nell’ottica del passaggio del turno, alla Juve “basta” la costruzione di un secondo tempo di ripartenze (tutte da sinistra) per portare a casa il risultato. Una partita poco giocata, ma combattuta su ogni pallone, una lotta nella ricerca della palla: la Juve ha concesso zero, ha finalizzato uno. La vittoria si è giocata quindi, sulla maggiore organizzazione in cambio e come sempre sulla forza di una mentalità voltata all’obiettivo comune: non basta lottare bisogna farlo bene, con gli occhi puntati allo scopo, con la testa sul campo.

Simbolo della partita , la guerra tutta personale (finale compreso) di Simone Zaza. Simbolo della vittoria , la prestazione ordinata di Alex Sandro che, impeccabilmente, svolge il compito del bravo terzino italiano, ubbidiente ed efficace. Se inseriamo anche l’ingresso in campo di Dybala e le sue due occasione nitide da ola in 5 minuti, il quadro è completo.

Ancora sbiadite, invece, le tinte di Morata. Non è ancora un caso, è vero, ma questa volta anche se maggiormente coinvolto nella manovra bianconera è ancora evanescente in area. Timido ballerino della fase offensiva, sarebbe il caso di aspettarlo più che per pazienza dovuta, per l’estrema necessità che potrebbe presentarsi visto il periodo di fuoco che la Juve si appresta ad attraversare.

Sì, perché chiusa, momentaneamente, la porta della Coppa Italia, si riapre con la prepotenza della prima rivincita di lusso, quella del campionato. E la sfida contro la Roma, non è solo una questione di vendetta, ma di urgente affermazione in classifica. Senza scomodare gli anni ’80 felicemente trascorsi, è una sfida che adesso ha tutto il sapore dell’urgenza appunto: voglia di affermarsi dopo una rincorsa lunga dieci partite da una parte, fretta di vederla quella luce in fondo al tunnel dall’altra.

Juventus- Roma sarà importante per questo. Nella Juve determinante sarà il comportamento di squadra. Allegri ha cambiato ieri sera quanto basta per conservare energie per domenica sera, schierando sempre una Juve vera, nel senso di concreta e forte. E’arrivato alla conclusione di far giocare a livello tattico una squadra che garantisce compattezza e la solita solidità difensiva da manuale.

Un ritorno all “antichità” che ha sotterrato (forse solo per il momento) i trequartista. Ritorno all’antichità che è coinvolgimento di tutti in un quadro che, anche se con maggiore fatica, sembra essere sempre lo stesso: cambiando gli addendi il risultato non cambia.

Cambiano gli interpreti ma la fame è la stessa. E le diete, si sa, è meglio farle in estate.

 

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