FOCUS JUVE – 10 perle bianconere, Juventus “The Revenant”

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Juventus

Rubare un termine per raccontare una storia: quella della Juventus, rediviva protagonista di una rincorsa che ha dello straordinario, fantasma che “torna”, che riappare dopo una lunga assenza sulla scena pubblica. Non torna per caso, ma dopo un filotto di dieci vittorie. Profeta Allegri lo aveva pronosticato, capitan Buffon auspicato: servono dieci vittorie per tornare competitivi.

Un viaggio di ritorno a pieno regime, spinto dalla rivalsa, dalla voglia di dimostrare. Un viaggio che sa di coraggio, di rivincita, di ritorno alla vera identità. E a dispetto delle ultime gare, stavolta torna anche il gioco e torna la squadra.

Se i friulani sono sembrati poca cosa, stavolta il merito è tutto della Juventus: possesso palla sicuro, finalizzato ala concretizzazione dell’azione, gioco semplice senza troppi fronzoli. Questa è finalmente la vittoria della sicurezza che infatti regala il secondo posto in solitaria.

Da Cenerentola ad antagonista; da “anti” a protagonista di questa seconda fase del campionato.

E’una Juve che suona la carica guidata dai suoi acquisti estivi, che stanno lentamente riformando l’ossatura della squadra e magari fosse possibile vendicare ogni goal subito allo stadium con altri quattro serviti fuori casa. Dopo ogni traguardo però, se ne segna subito un altro da raggiunge: urge adesso un miglioramento tecnico, per la costruzione di questa nuova identità.

Il recupero di Khedira e l’importanza del ruolo a centrocampo, soprattutto grazie all’asse con Marchisio, ormai sono un’importante realtà. Così come lo è sembrato il rientro di Asamoah, preferito questa volta a Pogba, incastro perfetto nella concezione di squadra di Allegri. Miglioramento tecnico necessario soprattutto per il neofita Rugani: laddove manca, comprensibilmente, il coraggio si deve compensare con la tecnica.

E aldila di quanto si possa ancora migliorare, la macchina torna a funzionare perché si iniziano ad affermare delle costanti, incastrate nell’imprescindibilità del 3-5-2. Costanti tattiche: un maggiore inserimento dei centrocampisti, una continua ricerca tra le linee. Costanti di ruolo: la prima punta è Mandzukic. Il croato ha, in più rispetto al collega di reparto Morata, il senso di responsabilità del goal, il coraggio non solo di cercare ma di realizzare.

Costanti rinforzate da una panchina di qualità che non solo rende la rosa della Juventus la più competitiva del campionato, ma che rassicura in vista degli impegni che si snodano su tre fronti: nel viaggio di ritorno, infatti, si pensa già alla prossima meta.  Quanto è difficile pensare ad un passo alla volta, per una squadra dagli obiettivi e dalle ambizioni di ampio respiro, ma con una falsa partenza come quella di quest’anno si è rivelata una strategia vincente.

La settimana che si è appena aperta è quella della doppia sfida contro le romane: il match di Coppa Italia contro la Lazio, in attesa della prima rivincita di lusso contro la Roma, domenica sera. La ricerca della semifinale per la difesa del titolo, la ricerca dell’undicesima vittoria in campionato per confezionare un sogno. La striscia positiva appena conquistata ha solo ripristinato un ordine necessario, naturale. Rincorrere per tornare, rincorrere ed essere ancora a un passo, rincorrere per ritrovarsi. Rincorrere per quanto, e soprattutto rincorrere chi?

La corsa che la Juve sta compiendo è una corsa contro e verso se stessa. Recuperare un handicap che la Juve si è creata da sola, perdendo il suo status di regina. Non è una rincorsa al Napoli, o meglio  non ancora. In una competizione ancora del tutto aperta, con timidi attrici non-protagoniste, è difficile aprire già un duello. Ma la Juve, “the revenant”, ribadisce forte la sua presenza, facendo quello che da sempre le riesce meglio: vincere.

E se anche quest’anno dovesse riuscire nelle sue imprese verrebbe davvero da chiedersi: is there life on Mars?

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