Lazio amazzagrandi: dopo l’Inter cade anche la Viola sotto i colpi dei giovani d’oro di Pioli

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Keita

Un passo avanti, uno indietro, due in avanti. Eccola, la Lazio dell’ultimo scorcio di campionato. Con la sua andatura da gambero, dopo il blitz di San Siro, vanificato dallo squallido zero a zero contro il Carpi, la truppa di Pioli stupisce tutti e si prende vittoria e tre punti, passando al “Franchi” con autorità e sacrificio. Ci pensano Keita (nel primo tempo), Milinkovic-Savic e Felipe Anderson (nella ripresa) a bucare la porta di Tatarusanu. Si chiude il girone di ritorno tra mille rammarichi: fosse stata sempre così, la squadra in campo, ora la Lazio non galleggerebbe tra le linee di una classifica ancora deficitaria. Si riparte domenica col Bologna, ancora lontano dall’Olimpico. Il popolo laziale, stretto come sempre alla sua squadra nel giorno del compleanno, chiede a Pioli e ai suoi solo un po’ di continuità.

ASPETTARE E RIPARTIRE– Preparare le grandi partite, si dice, è facile: stimoli e concentrazione, dicono i protagonisti, vengono da soli. Vista la Lazio in campo, c’è da crederci sulla parola. Ci si aspettava una Viola tutta grinta e sovrapposizioni sin dall’inizio, con la Lazio tesa ad aspettare. Vero a metà: la Fiorentina ha provato a fare il suo gioco, ma Pioli e i suoi, senza spavento o timori reverenziali, non gliel’hanno concesso. Tutto qui. Merito della difesa, che tra qualche irruenza di troppo, ha comunque contenuto Kalinic, spauracchio di giornata. Così come di Biglia e Parolo, taglia e cuci della mediana. Anche davanti, Djordjevic e Keita hanno saputo ben interpretare i dettami del tecnico emiliano. Paulo Sousa, che temeva l’inciampo, ha impiegato troppo a rimediare lasciando sbagliare Mati Fernandez e Marcos Alonso, tanti, troppi palloni. Intristito la davanti, il nove fiorentino, non ha punto come si credeva. Buon per Pioli e la Lazio. Dopo quasi mezz’ora di studio, ecco la Lazio che non ti aspetti: tra il 27’ e il 28’ Keita prima Milinkovic-Savic poi, provano a bucare la rete di Tatarusanu; l’estremo romeno e la scarsa mira del giovane serbo impediscono il vantaggio laziale. Quattro minuti più tardi sarà ancora Milinkovic-Savic a tentare la via del gol: sulla linea, è l’ex giallorosso Astori a dire di no. La Fiorentina arranca e spreca moltissimo, la Lazio contiene e riparte. E proprio su di una ripartenza, al 45’, la Lazio passa: lancio dalle profonde retrovie di Hoedt (buona gara, la sua), Roncaglia prova maldestramente ad intercettare, finendo però per servire Djordjevic, bravo a filtrare per Keita, pronto a rimorchio. Gioco da ragazzi per lo spagnolo, entrare in area e freddare Tatarusanu. Finisce il primo tempo, la Lazio è avanti.

CUORE E BATTICUORE– Che sarebbe stata battaglia lo si capisce dalla selva di fischi che accoglie la Lazio in campo; il “Franchi” schiuma rabbia, perdere davvero non si può. La Viola, in realtà, fa meno di quanto ci si aspetti; senza dubbio però gira meglio la palla, più veloce e più ordinata. Esce Badelj dopo un quarto d’ora, occasione per il tecnico portoghese di gettare nella mischia Ilicic, non al top della forma. Lo sloveno ci prova sin da subito, ma non sarà utile come di consueto alla causa viola. Entra anche Pasqual, forse il miglior crossatore della A: chiaro l’intento di servire dalle fasce gli avanti viola anziché passare per vie centrali, intasate come non mai.

Ma la Lazio c’è, tiene bene il campo e la botta che la pressione viola comporta. Candreva fa salire la squadra quel tanto che non si schiaccino Biglia e Parolo, in grado di alleggerire di conseguenza. Entra Matri a venti dalla fine, dando il cambio ad un buon Djordjevic, concreto e bravo a reggere l’urto della difesa viola. Si arriva a cinque dalla fine, senza che nessuno sospetti si sia alle soglie dei più scoppiettanti ultimi dieci minuti del campionato delle due compagini, recupero compreso. Al 40’ è proprio Mitra Matri, solo davanti al portiere fiorentino, a fallire il più classico dei piattoni. La Viola carica a testa bassa e manda al tiro, pericoloso, il subentrato Pepito Rossi. Ma La Lazio tiene bene, e addirittura pare chiuderla con Milinkovic-Savic, che al 47’, con caparbietà , sfonda l’area viola e insacca, dopo un batti e ribatti. Neanche il tempo di festeggiare che Berisha, fin lì concentrato e accorto, riapre la partita con una papera d’annata: il tracciante di Roncaglia, infatti, passa sotto i suoi guantoni, riaprendo la contesa. La Fiorentina ci prova e si scopre, la Lazio stavolta la punisce senza patemi. Minuto 51’, Candreva sulla destra in pieno contropiede smista in area per l’accorrente Felipe Anderson (entrato al posto di Keita), che di piatto destro ringrazia e realizza. Tutto vero, la Lazio passa a Firenze e insieme al suo popolo spegne le sue centosedici candeline co sorriso sulle labbra.

I gol della vittoria 3-1 della Lazio contro la Fiorentina – VIDEO

 

Fiorentina-Lazio 1-3
Marcatori: 45′ Keita (L), 93′ Milinkovic (L), 94′ Roncaglia (F), 96′ Felipe Anderson (L)
FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu; Roncaglia, G.Rodriguez, Astori; Blaszczykowski (54′ Pasqual), Vecino, Badelj (59′ Ilicic), Marcos Alonso; Mati Fernandes (74′ Rossi), Borja Valero; Kalinic.
A disp.: Sepe, Gilberto, Tomovic, Rebic, Bagadur, Suarez, Verdù, Babacar, Baez.
All. Paulo Sousa
LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu (76′ Braafheid); Milinkovic, Biglia, Parolo; Candreva, Djordjevic (64′ Matri), Keita (87′ Felipe Anderson).
A disp.: Guerrieri, Patric, Mauri, Klose, Bisevac, Onazi, Cataldi, Prce.
All. Stefano Pioli
ARBITRO: Rizzoli (sez. Bologna)

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