Internet non sarà vietato ai minori di sedici anni in Europa, ma i problemi restano…

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Nonostante nei giorni scorsi vari organi di informazione con toni più o meno allarmistici abbiano annunciato che in quelle ore si stesse decidendo di vietare internet ai minori di sedici anni, niente di tutto questo è vero: era solo una proposta al vaglio della Commissione Europera, che non è nemmeno passata, ma i problemi rimangono. C’è infatti un motivo per cui si vorrebbe vietare, o impedire l’accesso senza consenso di un genitore, ai minori di sedici anni, e sono i rischi che si possono trovare in rete, di cui tutti i quasi conosciamo l’entità.
Ciò che è stato ratificato dal parlamento europeo ieri è solo un accordo con i singoli stati in modo da permettere a tutti di avere libertà di decisione sull’età minima per internet, quindi niente obblighi ma solo consigli, come molte volte capita in Europa.

Un motivo per non mettere un’età minima per l’accesso alla rete appare evidente pensando a cosa già accade normalmente: non sarebbe di fatto proibito l’accesso, ma avremo tredicenni o quattordicenni che mentiranno sulla loro età nei social network per poterci accedere, e senza un controllo ovviamente: già attualmente esiste di fatto un’età minima per i social network, tredici anni in tutta Europa a parte in Spagna dove è di quattordici anni, ma ciò non proibisce agli adolescenti di iscriversi lo stesso mentendo.

Questo fanno notare diverse associazioni, tra cui la nostrana Telefono Azzurro, in una lettera aperta su Medium.

European General Data Protection Regulation draft: the debate

Quindi, cosa si fa? Niente. Bisogna controllare i minori su internet, e controllare che la loro privacy non sia lesa, ma senza limitarli: internet è fonte di cultura ed è importantissimo per lo sviluppo. Di tutti.

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