FOCUS JUVE – Dybala, 3 punti e niente più

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Juventus - Dybala

Arriva a tre la striscia di risultati positivi della Juventus che, in uno dei momenti davvero cruciali della stagione, raccoglie tre punti e supera il Milan non solo allo Stadium, ma anche in classifica.

Obiettivo raggiunto perchè la matematica spinge a dover raccogliere punti, perchè serve più di ogni altra cosa recuperare terreno e modificare quella classifica che ancora condanna all’incertezza.

Ieri sera la Juventus ha compiuto un balzo avanti, importante perchè arriva a sei punti dalla testa della classifica recuperando due punti sulla Roma, ma ne ha fatti due indietro dal punto di vista globale della prestazione e soprattutto dal punto di vista della sicurezza della fluidità che riguardano in primis la compagine in campo, e di conseguenza il gioco. La crisi di identità di idee, di contenuto è ancora piena, totale e per questo la partita non rappresenta affatto una svolta come invece decantato nelle premesse.

Ancora tanti, troppi errori nei passaggi, e soprattutto nei momenti critici, errori di scelta: la squadra non prende mai la strada più semplice, complicando la manovra in un possesso palla sterile, senza spinta, che non offre sbocchi per la fase offensiva. Gli attaccanti non sono mai arrivati davanti la porta, se non nell’occasione del goal di Dybala.

Dybala: eccola l’unica certezza. Non produce solo rumore, ma suona, scrivendo le uniche note positive della serata. Senza scomodare l’eredità di Tevez, la strada imboccata sembra quella giusta, in silenzio e con tanta voglia di essere protagonista. Allegri dice che sta crescendo, per i tifosi ha già prenotato un posto in prima fila. Promosso a pieni voti l’argentino, in molti invece vengono bocciati: primi fra tutti Mandzukic ed Hernaes, e con lui anche il ritorno del fantasma del trequartista. Nel momento del dopo Pirlo-Tevez ci si aspettava un fantasista capace di essere l’interruttore alternativo per accendere la manovra: Allegri pensava ad Isco, Oscar,Draxler.

Le prospettive, però, si sono concretizzate nell’arrivo di Hernanes a fine mercato e in condizioni di gioco ben lontane dai suoi giorni alla Lazio. Bocciato numero uno della squadra, perchè a lui è affidata una manovra che nn ha logica, capro espiatorio di una serie di problemi che hanno radici più profonde. Forse sarebbe meglio prenderlo per quello che è: un giocatore preso per fare rosa un momento in cui il centrocampo era falciato dagli infortuni, e non il salvatore della squadra giunto all’ultimo momento. Non è la sua sostituzione a segnare la svolta della stagione, ma sicuramente può segnare un passaggio chiave per la fine delle sperimentazioni.

Bisogna ripartire dalla sicurezza e da una formazione standard che deve creare tessuto e rendere i giocatori sicuri del proprio ruolo: l’utilizzo limitato di Dybala e Alex Sandro dovrebbe, ad esempio, finire. La Juventus non completa un modulo che non sia il 3-5-2 che è di eredità contiana e da più sicurezzaalla squadra. Ma anche per questo, Allegri deve trovare la chiave, quella buona, quella che apre, e non continuare a svalutare un patrimonio che impostato nel modo giusto frutterebbe meglio di quanto sta facendo. Sulle ali della nostalgia è triste che questa, che una volta era “la partita”, sia stato un incontro mediocre, privo di superlativi, privo di emozioni: il Milan non è più “grande”, la Juve da Signora sembra una bimba che ha perso la via di casa.

Dybala: eccola l’unica certezza

La Juventus di Allegri non ha convinto nessuno finora, continua a non farlo: difesa leggermente in affanno, come confermato dalle prestazioni in nazionale. Centrocampo totalmente da resettare, attacco da definire una volta per tutte. Basta con l’utilizzo di moduli che non appartengono alla squadra, basta cn il malcontento del “fuori ruolo”: gli schemi ipotizzati in estate non vanno bene per il presente, il turnover sta dando ancora i suoi frutti di confusione. Si attendono riscontri più positivi e sicuramente più impegnativi, perchè la partita contro il Milan non solo non ha offerto lo spettacolo sperato, ma nemmeno l’occasione per mostrare un qualsisasi tipo di gioco: la Juventus ha fatto la partita cercando di sfruttareil contropiede cercando di sorprendere il Milan votato per lo più alla partita in difesa, il suo muro ha retto 65′, poi nulla di più.

Aspettiamo la partita casalinga con il Manchester City, aspettiamo ancora la Juve.

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