FOCUS JUVE – Juventus, avrai il tuo momento catartico

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Juventus

Le prime due vittorie consecutive, e se ci infiliamo anche il pareggio contro il Gladbach i primi tre risultati positivi per la Juventus.

Argomentazioni scontate queste, addirittura inverosimili se si parlasse solo pochi mesi fa; valutazioni utili ad una  provinciale, e invece unici discorsi possibili in questa realtà. Sì, perché sebbene la Juventus stia recuperando terreno, fiducia e un pizzico di smalto, l’aspettativa resta solo una: trovare continuità. E farlo guardando all’avversario appena superiore, scavalcando di volta in volta, l’ostacolo più vicino. Dopo aver agganciato Atalanta e Lazio, il prossimo intralcio alla rimonta è il Milan, anche prossimo avversario in campionato dopo la sosta. Primo vero “nemico”, perché appena più in su, perché in attesa di conferme, perché altalenante e in cerca di identità. Quante analogie in una partita che si prospetta per i bianconeri da “dentro o fuori”, sfida fondamentale non solo per confezionare il sorpasso sui rossoneri, ma anche per dare un senso a quella restaurazione che ha ancora tutte le caratteristiche dei tipici “lavori in corso”.

E’vero una partita non potrà risolvere tutti i problemi, che nonostante la vittoria di domenica pomeriggio restano ancora molti, ma questa “rimontina” deve assumere tutti  contorni di una vera e propria rinascita che potrebbe portare davvero a dimezzare, entro Natale, il distacco dal quartetto che sta dominando la classifica.

Rimontare, riportare la Juventus nel posto in cui merita di stare, vincere contro il Milan.

Gli obiettivi pratici, i numeri, i calcoli, spesso rovinano quanto di più bello c’è nel calcio, e quanto è fatto, come in questo caso, di pure fatalità. Nessuno avrebbe scommesso su una Juve fuori dalla serie A che conta già a novembre, nessuno lo avrebbe fatto su questa partita come la più determinante. E’il destino, senza troppi conti, che sta presentando alla Juventus la possibilità di redimersi, di reagire, che gli sta regalando il suo vero momento catartico: dopo la sosta, affrontare (e battere) proprio la squadra che deve superare.

Secondo un punto di vista prettamente religioso, la catarsi è il rito magico della purificazione, che serve a liberare un corpo contaminato, a liberare l’anima dall’irrazionale. Che la partita contro il Milan sia l’ennesima possibilità per liberare gambe, testa, cuore ancora ingabbiate in un gioco lento, compassato, prevedibile. Nonostante le ultime due vittorie, la squadra di Allegri, non brilla affatto nel gioco, anche se quello che conta è il risultato, è davvero l’unica cosa bella di queste ultime due gare. Quella di Empoli è l’ennesima prestazione deludente che fa sembrare la strada della rimonta ancora più lunga. L’organizzazione tra i reparti, ancora sconosciuta, è il vertice di una piramide di problematiche che non smaltiscono la loro intensità. Ancora una volta si tratta di un risultato occasionale, e i progressi sono ancora troppo lenti, in un campionato in cui le altre sembrano non rallentare mai. Il pizzico di carattere dimostrato dopo lo svantaggio e la conseguente reazione non possono bastare.

Passando alla storia dell’estetica, la catarsi viene interpretata dall’azione purificatrice della poesia, che anche in questo caso, serve a liberare: come non ricordare nel giorno del suo compleanno, il capitano di una vita, Alessandro Del Piero, e tutta la poesia regalata in questi anni, e a quanto ci ha “liberato” da situazioni scomode, da partite infinite e bloccate. La Juventus aspetta ancora la poesia, la fantasia e volge lo sguardo all’erede naturale di tutto questo: quello scomodo numero 10 sulle spalle di Pogba. Impossibile chiedergli quel carico di responsabilità che invece tanto leggermente aveva portato Tevez, ma è nell’aria la sensazione sempre più tangibile che il cambio di passo ci sarà per il giocatore e per la Juventus quasi contemporaneamente. Per ora giunge solo un miglioramento del suo reparto: con quello che viene chiamato il “trio della solidità” la Juventus non perde mai, Pogba Khedira e Marchisio sono ad oggi la compagne più affidabile per il centrocampo bianconero. La continuità di risultati arriverà con la continuità nella formazione: impossibile che il feeling si crei in altri modi. E per ultima andiamo a disturbare la psicoanalisi, disciplina tra le più scomode da interpellare, soprattutto quando si tratta, come in questo caso , di un gioco: per la psicoanalisi la catarsi è liberazione dai conflitti, dalle ansie che bloccano, e ci si libera attraverso al rievocazione di eventi razionali, responsabili.

Juve ricordati di cosa sei, di quello che è il tuo recente passato, buttati nel futuro liberata da questa ansia da prestazione che una volta era solo dell’avversario. Resetta tutto e riparti, da questa occasione, da questa possibilità catartica: da un Juventus-Milan che ha un sapore d’altri tempi, che torna ad essere “partita”.

Ritrova un pensiero, una convinzione, rinasci da te e da quello che avresti potuto essere e che ancora non sei stata.

 

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