FOCUS JUVE – Nel segno di Dybala, la Juventus c’è e inizia la scalata

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Dybala

La concretezza paga, sempre. Il gioco, ordinato e più fluido anche.

Allegri risponde alle richieste che arrivano da ogni direzione, e schiera dal primo minuto Dybala: l’argentino non fa certo rimpiangere questa decisione, regalando , non solo un goal e un assist, ma anche uno spettacolo di puro divertimento. Nel calcio quasi tutto è opinabile, non è una scienza esatta, ma quando si intravede non si può certo discutere il talento: il valore di questo giocatore sta crescendo con la speranza che presto possa emergere in tutto il suo potenziale.

E’una vittoria importante, perché di fronte al pubblico di casa che nelle ultime occasione aveva riservato ai bianconeri un’accoglienza piuttosto tiepida, con cui si è dovuto misurare lo stesso Allegri che da psicologo attento durante la scorsa stagione si stava trasformando in un cavaliere senza redini. Torna a vincere ancora e soprattutto il collettivo, grazie ad un crescendo di pedine importanti come Marchisio e Khedira, grazie al contributo seppure limitato di Pereyra, grazie ad un visibilmente più ispirato Pogba.

Sembra essersi ritrovato il francese anche se continuano a stonare quelle note che non possono non essere considerate: un errore dal dischetto che sarebbe servito di fatto più a lui che alla squadra, un +5 apparso alle sue spalle accanto a quel 10 che è sempre stato sacro e intoccabile.

Sicuramente l’Atalanta non è stata il più irresistibile degli avversari, ma è proprio questo il tipo di rivale che serve quando si deve ripartire. E poi, quante compagini inferiori alla sua ha incontrato la Juventus senza apparire così concreta e compatta e soprattutto senza raccogliere i tre punti? Ancora una volta però si deve ripartire e tornare a lavoro, senza guardare troppo alla classifica: per quanto il calcio contemporaneo sia cambiato e molto, ci sono delle cose che restano immutate e immutabili prima fra tutte la storica divisione della classifica in due parti. E quella parte destra lì, continua ad infastidire : non è accetabile come urla il presidente agli azionisti, non è dignitoso come grida il cuore di migliaia di tifosi.

Ripartire ancora, dunque, verso il turno infrasettimanale, da quel piccolo miglioramento del gioco, dalla sensazione di aver ritrovato in parte quegli automatismi che mancavano. Volare basso, attraverso una scalata ancora molto lunga, ancora molto difficile.

Una squadra che funziona porta tutti a segnare, ma alla Juve manca ancora la mira, manca quel gioco d’attacco, manca la coralità. Il valore di una squadra, soprattutto nel campionato italiano, emerge alla lunga distanza: sarà difficile e ambizioso come obiettivo quello della risalita entro la sosta natalizia, ma guardare avanti con uno scopo migliora le prestazioni. I segnali di ripresa ci sono e se è vero che le vittorie portano vittorie allora non ci resta che aspettare, in questa continua apnea che solo adesso recupera un po’ di ossigeno.

Allegri ha rilanciato Dybala, Dybala ha rilanciato Allegri: niente carota però, solo bastone nel postpartita con il mister che continua a definirlo in crescita sia tecnicamente che fisicamente. Non ha superato la prova dell’allenatore, ma vince alla grande per i tifosi: se Dybala dovrà diventare un leader dovrà farlo in campo, perché è lì che dimostra di essere “da Juventus”. In attesa del match contro il Sassuolo, tutti devono studiare dagli spunti che la partita di oggi ha offerto.

In attesa della vera Juventus, quella della “parte sinistra”, almeno noi, dal divano, abbiamo un po’ di giorno per tornare a respirare.

Juventus – Atalanta 2-0 

JUVENTUS (4-3-3): Buffon, Padoin, Bonucci, Chiellini, Evra, Khedira, Marchisio, Pogba, Pereyra, Mandzukic, Dybala. All.: Allegri.
ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Bellini, Toloi, Paletta, Dramè; Grassi, De Roon, Kurtic; D’Alessandro, Pinilla, Moralez. All.: Reja.

Arbitro: Di Bello di Brindisi
Marcatori: 28′ Dybala (J) 49′ Mandzukic (J)

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