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Niente più asilo nido a costo zero o automobile aziendale. Le grandi aziende, come Netflix e Facebook, hanno deciso di offrire ai propri dipendenti la possibilità di cambiare sesso. Grazie all’assicurazione sanitaria di prima categoria, alla quale hanno aderito questi colossi della Silicon Valley, i dipendenti che vogliono cambiare sesso hanno diritto ad essere assistiti dall’operazione chirurgica fino al trattamento ormonale per diventare uomo o donna.

Anche se i costi sono molto più elevati rispetto ai tradizionali benefit aziendali, le aziende vogliono dimostrare di essere in prima linea contro le discriminazioni. Facebook, insieme ad Apple, aveva già fatto un primo passo in questa direzione, offrendo alle dipendenti il congelamento degli ovuli. Un gesto per agevolare le donne in carriera che spesso devono mettere da parte le loro ambizioni per avere un figlio.

Offrendo il cambio di sesso a costo zero le aziende vogliono dimostrare di essere contro ogni tipo di discriminazione

Facebook e Netflix non sono, però, le prime società ad aver offerto il cambio di sesso ai propri dipendenti. Dopo Goldman Sachs, che nel 2008 fu la prima società a offrire nel contratto una voce per il cambio di sesso a spese dell’azienda, altre 82 imprese hanno aderito a questo tipo di benefit.

Negli Stati Uniti sarebbero già tra i 10mila e i 20mila i dipendenti che avrebbero scelto di cambiare sesso sfruttando il benefit societario, almeno secondo uno studio dell’Università della California. Negli USA, l’intervento per cambiare sesso costa all’incirca 150mila euro. In Italia il percorso è molto più lungo e complicato. Non ci sono dati ufficiali ma si calcola che nel nostro Paese vengano eseguiti 120 interventi per cambiare sesso ogni anno. Il servizio sanitario nazionale permette di operarsi gratuitamente ma la lista d’attesa scoraggia gli interessati, che sono costretti ad aspettare anche due anni.

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