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Juventus Mandzukic

Se è vero che tre indizi fanno una prova, il pareggio contro il Chievo diventa un dato davvero preoccupante: prova di difficoltà che tutti certamente si aspettavano, ma non così accentuate.

Nella partita di sabato sera, infatti, a parte la maglia a strisce, nulla ci ha fatto pensare alla Juventus. Abbiamo visto una squadra senza idee, lunghissima nel suo essere orfana del centrocampo collante degli altri due settori: fa acqua la difesa, senza la necessaria copertura, arranca l’attacco senza palle goal. La stagione inizia con un grosso handicap, ancora più difficile da annullare se ci si deve trasformare in pochissimo tempo, da squadra da un punto in tre partite, a corazzata in grado di reggere i colpi pesantissimi che verranno dell’attuale Manchester City.

È vero, la Juventus ha cambiato tanto, ogni rigenerazione porta la sua parte di sofferenza, ci vorrà ancora molto tempo prima che il gruppo possa trasformarsi in squadra. È un tempo, però, che manca, che non è più a disposizione: alla Juve ci si deve trasformare vincendo, e non sempre, non a tutti, riesce. È arrivato il momento di provarci seriamente, senza cercare risposte in possibili configurazioni future, ma partendo dalla squadra così com’è, al netto di infortunati, adattando schemi e tattiche ai presenti. Ripartire dalla squadra, rendendo questi ultimi quattro anni uno stimolo  e non un alibi.

Ripartire dalla Juventus. Tutti.

Dirigenza in primis. Se alla Juventus manca un leader non è per via degli adii illustri, ma perché non è stata pianificata una loro adeguata sostituzione. I nomi fatti a inizio mercato hanno creato delle aspettative che non sono state affatto ripagate dai nomi che sono arrivati, il modo e l’atteggiamento con cui sono state condotte le trattative hanno fatto rimpiangere anni in cui i campioni arrivavano in squadra senza nemmeno leggerne il nome sui giornali. Nessun giocatore in rosa è in grado di prendere le redini di una squadra così in difficoltà.

Marchisio

Non raggiunge la sufficienza nemmeno lo staff di preparatori visto l’evidente affanno dal punto di vista atletico: una preparazione partita così in ritardo, una programmazione sbagliata, con la trasferta cinese di mezzo, hanno generato una serie di infortuni sicuramente evitabili e che hanno condizionato non solo l’idea della squadra, ma anche l’ultima parte del mercato.

A ripetizioni di Juventus anche Massimiliano Allegri, colpevole di un’eccessiva timidezza nel pretendere un “suo” campione di livello, e adesso di una stordita confusione nella ricerca della quadratura della squadra che non trova terreno fertile in questo momento. Allegri non deve plasmare, non deve creare, deve semplicemente allenare: partire dai segnali buoni, lavorare su quelli, da quanto mostrato, da Cuadrado, da Hernanes, da Dybala.

Perché se lo scorso anno Allegri ha avuto così poca rilevanza in quella che è stata una stagione straordinaria, dovrebbe averne così tanta oggi, in quella che da molti viene preannunciata come sua rovina? Il mister si è anche adeguato alle decisioni di una società con cui deve dividerne le responsabilità. E perché non dividerle anche con i giocatori stessi? Cosa è successo al talento di Pogba, alla grinta di Morata, cosa è successo alle motivazioni di chi è rimasto? Può una sola estate aver mandato tutto in fumo?

pogba

A ripetizioni anche i giocatori, che devono sicuramente ritrovare i giusti automatismi soprattutto a centrocampo, ma che devono riuscire a liberarsi dalla crisi attuale anche grazie a loro stessi, all’impegno, all’umiltà. Ripartire dal lavoro, dall’unione: fondamentale il ruolo dello spogliatoio per una squadra che, faceva paura, ancor prima di entrare in campo.

buffon tifosi
Buffon chiede il sostegno dei tifosi.

E ancora più forte, una strigliata ai tifosi: una curva pronta a fischiare ha davvero la memoria corta e sicuramente non aiuta chi invece avrebbe solo bisogno di un’iniezione di coraggio e di sicurezza per avere le gambe più forti.

Il problema davvero irrisolvibile è rappresentato dal tempo, che è poco, che scorre inesorabilmente, e che si precipita in maniera ancora più vertiginosa in casa Juve: non è possibile nascondersi dietro la scusa dell’anno di transizione, bisogna tornare a vincere e farlo in fretta. Davvero difficile iniziare dalla prossima sfida contro il Manchester City, in un momento di splendida forma per loro, di ricerca per noi. Necessario mostrare una reazione, regalare una prova di controllo e di carattere.

Dopo aver recuperato tutti il significato di far parte della Juventus, non si può più sbagliare, l’ultima parola però, come sempre, spetta al campo.

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