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Il nemico del mio nemico è mio amico. Lo ha capito bene Uber che ha assunto nel suo team Charlie Miller e Chris Valasek, i due hacker che poche settimane fa hanno violato i sistemi di controllo remoto dei veicoli Chrysler. Dopo l’episodio in USA la Fiat Chrysler Automobiles ha richiamato per un controllo gratuito 1,4 milioni di veicoli, provocando ancora più dubbi sull’affidabilità dei propri sistemi. Ovviamente nessuno, passeggero o pedone, ha rischiato nulla durante l’attacco hacker ai veicoli in strada.

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I due esperti di sicurezza informatica hanno dimostrato la vulnerabilità del controllo remoto in alcuni modelli di Chrysler spegnendo le auto, facendole frenare a comando e hackerando la loro connessione Wi-Fi integrata. Questa dimostrazione di abilità è stata possibile perché Charlie e Chris hanno scoperto che la password della rete Wi-Fi che gestisce in remoto le Chrysler veniva generata prima della data e dell’ora di primo utilizzo e si basa su un sistema temporale di default. Capito il trucco, per due esperti informatici entrare nel sistema e controllare le auto è stato un gioco da ragazzi.

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Le loro gesta non sono passate inosservate, tanto che Uber ha chiesto loro di unirsi nel “Advanced Technologies Center”, una speciale unità che si occuperà in futuro proprio dei veicoli senza pilota. Un settore, quello della guida automatizzata, di forte interesse ultimamente per le grandi società come Google o Apple, che hanno cominciato a investirci da qualche tempo. Uber si unisce alla corsa verso questa tecnologia futuristica, con l’acquisto nel marzo 2015 di deCarta, una società di San Jose specializzata nel digital mapping, in software per la ricerca di informazioni stradali e indicazioni in seguito a ogni cambio di direzione.

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