FOCUS – Juventus, riparti da te

141
0
CONDIVIDI

Un gioco lento, nervoso; una squadra senza idee. Nessuna compatezza, fiato corto, poca qualità.

Questi, solo alcuni degli ingredienti del pasticcio messo in campo ieri dalla Juventus, irriconoscibile, nella sua versione peggiore, che perde la seconda partita consecutiva, ma che, soprattutto, lo fa in modo poco dignitoso,lasciando il gioco in mano agli avversari, senza combattere, senza costruire, senza incidere mai.

Se contro l’Udinese la sconfitta è stata evidentemente legata agli episodi, contro la Roma ha investito tutti i fronti: tattico, tecnico e mentale. Le assenze, lo smarrimento nel mercato, non posso essere alibi per una squadra che, anche nei momenti più duri, ha sempre fatto del carattere la sua arma vincente. Era assolutamente normale aspettarsi un calo fisiologico dopo quattro anni consecutivi di vittorie, altrettanto scontato il senso di smarrimento successivo ad una tale rivoluzione; ma, tra il pagare per una riorganizzazione di assetto e il fare una brutta figura ci sono molte possibilità, c’è un mare di sfumature. Complici alcune incomprensibili scelte dell’allenatore, la Juventus che abbiamo visto era carente, se non mancante, in tutto. E’mancato il gioco: gli unici sussulti sul finale sono stati dettati più dalla rabbia che da azioni costruite. La scelta dei lanci lunghi alla ricerca del guizzo degli attaccanti più che una soluzione è sembrata una mossa autolesionista. Senza un giusto filtro a centrocampo ogni pallone è stato rispedito alla difesa nella speranza di evitare il peggio.

Una squadra che ha sempre fatto del carattere la sua arma vincente

E nel settore del campo che rappresentava il fiore all’occhiello della squadra, c’è un buco enorme, un vuoto incolmabile. Tutti ancora in attesa di Pogba, e speriamo ancora per poco, tutti in attesa del salto di qualità del francese, sempre più nervoso, sempre meno incisivo: non ha davvero più niente da dimostrare in quanto a talento e carattere, ma serve un atteggiamento più responsabile, un impegno maggiore, perchè quella maglia lì diventa certamente più leggera se indossata con umiltà.

Quello del trequartista diventa quindi un falso problema: bisogna riempire questo vuoto di qualità. Servono piedi buoni a livello di regia, serve inventiva, serve il passo che all’occorrenza fa respirare la squadra, serve chi sa tener palla e la fa girare con velocità. Difficile sostituire chi è partito,impossibile se si hanno le idee poco chiare sul mercato: il caso Draxler è indicativo non tanto per il giocatore in sè, sicuramente non indispensabile, ma per il fatto che fa emerge quanto la Juventus sia arrivata in ritardo in un campionato in cui la differenza con le altre era scavata soprattutto grazie ad un centrocampo eccezionale. Quanto la Juventus si sia smarrita in termini di strategie,e di ricerca di altrenative valide, con eccessiva prudenza nella conquista dell’obiettivo.

Le prospettive per questa stagione erano certamente molto diverse se si considera quanto concluso nel mercato, ma la fame di vittoria, l’entusiamo,la forza di un gruppo non si possono comprare.

La sosta per la nazionale non è mai stata così provvidenziale: bisogna riordinare le idee e ripartire in fretta. Guardare al passato solo per ricordare la propria grandezza, senza nostalgie, senza paragoni, recuperare le suggestioni e proiettarsi nel futuro. Ripartire da quel poco di buono che si è visto, dal mancato pareggio sul finale. Ripartire sulle ali dell’orgoglio, da quello che la Juventus è e rappresenta per il calcio italiano.

Le ricostruzioni non sono mai facili da affrontare, e non possono regalare risultati immediati, ma dopo un ciclo vincente così straordinario la Juve merita tutta la pazienza che un momento del genere richiede. E’ solo una pausa di riflessione in una storia di grande amore.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS