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Ryanair

Ryanair sfida i vari Skyscanner, Expedia o Hotel.com con il nuovo sito web. La compagnia irlandese ha migliorato il suo portale introducendo un sistema che offrirà, dall’autunno, un pacchetto completo di comparazione delle tariffe, dalle sistemazioni alberghiere fino al noleggio auto. Sul nuovo progetto, che fa parte di una strategia che punta a prendere il controllo su un sistema che fino a oggi ha visto l’azienda succube dei vari comparatori, stanno lavorando da 18 mesi oltre 200 informatici.

Il numero uno della compagnia Michael O. Leary ha detto che  che Ryanair vuole diventare l’Amazon.com del viaggio in Europa. «Introducendo un carico completo di servizi addizionali, comparazione di tariffe, alberghi a prezzi tagliati, biglietti scontati per le partite di calcio, vogliamo essere i guastatori dei guastatori stessi», ha concluso Leary.

Skycanner

Il comparatore funzionerà in questo modo: le tariffe della Ryanair verranno confrontate con quelle della concorrenza. I dirigenti della compagnia irlandese hanno contattato nei mesi scorsi i management di Air France-Klm, easyJet, Lufthansa, British Airways e Iberia per chiedere la condivisone delle tariffe in tempo reale. Air France ed easyJet hanno, però, rifiutato.

Per la prenotazione degli alberghi, Ryanair effettuerà prenotazioni in partnership con Booking.com. O’ Leary ha, però, spiegato che l’idea della compagnia è quella di diventare un distributore privato che venda camere a prezzi inferiori rispetto alla concorrenza. «Ci siamo detti: Perché non provare a spodestare i disturbatori degli alberghi, i vari centri di prenotazione online che gli albergatori generalmente odiano, viste le commissioni del 40 per cento che applicano sui loro introti, vendendo le stesse tasse con una ritenuta del 10 per cento?», ha concluso il numero uno della compagnia irlandese.

Fornire un motore interno per la comparazione dei prezzi permette a Ryanair di non essere subalterno dai siti di terze parti come Skyscanner. «Dobbiamo stare attenti, e noi in questo senso siamo molto accorti – ha detto O’ Leary – a impedire che Google diventi l’autostrada dalla quale passa il 50-60-80 per cento del nostro venduto».

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