Cibi scaduti: rischio intossicazione per un anziano su tre

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cibo anziani

Un’indagine condotta presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico A. Gemelli di Roma, presentata in occasione della Giornata per la Ricerca 2015, rivela che un anziano su tre consuma cibi scaduti anche più di una volta al mese, soprattutto latte e latticini. Spesso sulle loro tavole non mancano pietanze scongelate male, poca igiene ed eccessi alimentari, che aumentano il pericolo intossicazioni, acuito dall’età dei consumatori e dal grande caldo.

Lo studio, che ha coinvolto circa 200 anziani con un’età media di 74 anni, ha dimostrato che le scelte alimentari degli anziani non brillano per equilibrio e sicurezza, nonostante un’alimentazione corretta sia considerato fattore fondamentale per invecchiare in buona salute e la sicurezza dei cibi sia ritenuta importantissima nell’anziano, reso più vulnerabile dall’indebolimento delle difese immunitarie e da concomitanti patologie croniche.

Un anziano su tre pensa di non mangiare in maniera equilibrata

I “nostri nonni” sono consapevoli del problema. Uno su tre ritiene di non nutrirsi in maniera equilibrata, in particolare a causa di un consumo eccessivo di zuccheri e di grassi. Il 40 per cento dell’intero campione non prende visione dell’etichetta per valutare la composizione nutrizionale del prodotto. Un intervistato su due, invece, dichiara di scongelare i cibi a temperatura ambiente prima della preparazione, esponendosi a rischi di intossicazioni che possono potenzialmente derivare da moltiplicazioni batteriche favorite dalla temperatura ambientale alta.

«La salute degli anziani è un obiettivo prioritario per la Sanità Pubblica del nostro Paese, consentendo anche il risparmio di risorse per le cure, e passa attraverso una responsabilizzazione consapevole degli anziani stessi», commentano i coordinatori della ricerca Patrizia Laurenti, Professore Associato presso l’Istituto di Sanità Pubblica, e Francesco Landi, del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia.

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