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Siri

Siri risponde in malo modo se gli dite “gay” o “lesbica”. L’assistente vocale presente su iPhone, iPod e Mac considera questi termini come insulti viste le risposte che fornisce. L’associazione DiversityLab ha lanciato una petizione su change.org per chiedere al CEO di Apple Tim Cook (che mesi fa ha rivelato pubblicamente di essere omosessuale) di riprogrammare la versione italiana.

«Viviamo in una nazione in cui, alle persone gay, lesbiche e bisessuali, non sono garantiti neanche i diritti più elementari», ha dichiarato Chiara Reali di DivesrityLab. «In una nazione in cui gli atti di omofobia finiscono sempre più spesso sulle prime pagine dei giornali, l’omofobia si combatte con l’educazione. Per questo abbiamo lanciato una petizione per insegnare a Siri a rispondere in maniera corretta. Perché chiunque possa essere orgoglioso di essere se stesso, così come lo è Tim Cook, CEO di Apple», ha concluso Reali.

Siri riconosce come insulti le domande con i termini “gay” o “lesbica”

La versione italiana di Siri restituisce risposte solitamente riservate agli insulti quando in una domanda si inseriscono termini come “transessuale” o “lesbica”. Se qualcuno prova a dire a Siri di essere gay, si sentirà rispondere “non è carino da parte tua”. «E lo stesso accade anche se gli si dovesse chiedere se due gay possono essere buoni papà, se gli si chiede come registrare un matrimonio gay o se gli si chiede perché due persone dello stesso sesso non possano sposarsi», puntualizza l’associazione.

La versione statunitense dell’assistente vocale fornisce risposte tutt’altro che omofobe. Addirittura Siri corregge chi attribuisce il genere sbagliato a Caityln Jenner, ex atleta olimpico nato con nome di Bruce Jenner.

La petizione, lanciata venerdì, ha raccolto oltre 4.000 firme nel corso del fine settimana.

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