Nel 2018 l’acquisto dei farmaci aumenterà del 30% rispetto al 2013

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La spesa per i medicinali crescerà nei prossimi anni, trainata dai nuovi farmaci in arrivo, che si stima peseranno dal 50% al 100% su tale crescita nel prossimo futuro: nel 2018 si stima che l’incremento della spesa farmaceutica lorda globale sarà del 30% rispetto ai livelli del 2013.

Nella 17esima sessione dell’Health Committee dell’Ocse sono state esaminate le sfide del futuro che i sistemi sanitari dovranno affrontare. Nell’area dei Paesi Ocse un dollaro su cinque spesi per la salute è relativo all’acquisto di farmaci. Emerge, quindi, sempre più la necessità di una rivalutazione radicale delle politiche dei prezzi dei nuovi farmaci in tutti i 34 Paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Dal 2008 la spesa sanitaria dei Paesi Ocse è cresciuta a ritmi meno elevati rispetto agli anni precedenti. Nel 2010, invece, c’è stata una forte riduzione a seguito dell’introduzione di politiche di contenimento dei costi e alla concomitante scadenza dei brevetti di alcuni tra i farmaci più venduti. Allo stesso tempo, nella maggior parte dei Paesi Ocse è stato registrato un aumento della spesa farmaceutica privata negli ultimi dieci anni, dovuto alla maggiore compartecipazione dei cittadini e al maggior utilizzo dei farmaci da banco.

L’USO DI FARMACI ANTIPERTENSIVI, ANTIDIABETICI E ANTIDEPRESSIVI È QUASI RADDOPPIATO

In Italia crescono le vendite dei farmaci appartenenti alla categoria degli antineoplastici e immunomodulatori, per la maggior parte destinati al consumo ospedaliero, hanno rappresentato nel 2014 la prima categoria per spesa pubblica, pari a 3,9 miliardi di euro, con un incremento del 9,6% rispetto al 2013.

A causa dell’invecchiamento della popolazione e della diffusione crescente di malattie croniche (cancro, diabete, depressione), negli ultimi anni si è registrata una crescita sensibile del consumo di farmaci. Ad esempio, tra il 2000 e il 2011, in 22 Paesi Ocse, l’uso di farmaci antipertensivi, antidiabetici e antidepressivi è quasi raddoppiato, mentre il consumo di ipocolesterolemizzanti è triplicato.

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