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Serrande abbassate anche per gli store online nei giorni festivi, almeno secondo il ddl già approvato dalla Camera e attualmente in discussione al Senato. Nel testo, che prevede modifiche alla liberalizzazione degli orari dei negozi e dodici chiusure obbligatorie l’anno, non si trovano riferimenti alle esclusioni per i distributori automatici e per il commercio elettronico. Secondo La Stampa, dal disegno di legge sono esclusi ristoranti, bar, cinema e mercatini.

I gestori dei portali e-commerce italiani dovranno spegnere i loro siti web durante i giorni di festa? E i distributori automatici? Come potranno essere disattivati automaticamente nei giorni di chiusura? Accantonando i problemi tecnici, la chiusura obbligatoria dei negozi 2.0 andrebbe a sfavorire il mercato italiano. Un cliente alla ricerca di un prodotto da acquistare online, vedendo un e-commerce italiano chiuso per festa, andrebbe quasi certamente ad acquistarlo su portali stranieri, come Amazon. Una vera e propria mazzata per un settore che già stenta a decollare nel nostro Paese: nel 2014 il giro d’affari degli e-commerce italiani è stato di 13,3 milioni, lontano da quello di Francia, Germania e Gran Bretagna, dove il mercato digitale ha quasi raggiunto gli 80 miliardi.

Chiusura obbligatoria per 12 giorni l’anno anche per e-commerce e distributori automatici

Secondo l’Antitrust, il disegno di legge in discussione al Senato è «Un passo indietro nel già difficoltoso processo di liberalizzazione e di ammodernamento del settore». Federdistribuzione, invece, critica il nuovo ddl spiegando che meno giornate di apertura significano meno ore lavorative e quindi meno salari distribuiti e minor bisogno di collaboratori da parte dei punti vendita. Di tutt’altro avviso Confesercenti: «La liberalizzazione è stata disastrosa, ha creato un regime di concorrenza insostenibile per i piccoli esercizi di vicinato (che hanno chiuso a migliaia) e da cui non hanno tratto vantaggio neanche i giganti della grande distribuzione, oggi in sofferenza».

Anche Confcommercio ha giudicato positivamente il nuovo disegno di legge approvato dalla Camera: «Le nuove disposizioni lasciano intatta la libertà degli esercenti di restare aperti anche 24 ore al giorno. Quello che verrebbe introdotto è soltanto l’obbligo di chiusura nelle 12 festività nazionali 6 delle quali potrebbero tuttavia essere sostituite dagli esercenti con altrettanti giorni a loro libera scelta. Ci sembra una regolamentazione minima».

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