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Nel 2014, in Italia sono stati più gli emigrati che gli immigrati per la prima volta negli ultimi 20 anni.

Nonostante le polemiche sull’immigrazione che da anni occupano le pagine dei giornali e i dibattiti nei talk televisivi, i numeri (che non mentono) fotografano una realtà molto diversa.

I nostri concittadini che hanno deciso di lasciare l’Italia sono molti. E il dato più impressionante in questo senso riguarda Londra, che diventa teoricamente la tredicesima città italiana per concentrazione di italiani, circa 250.000.

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E non è solo la Capitale inglese la meta ambita dagli italiani che lasciano l’Italia, ma è tutta la Gran Bretagna che registra i maggiori flussi di nuovi immigrati proprio dal nostro Paese. Se ne contano quasi 13.000 nuovi ogni anno secondo i dati Aire – l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero – di inizio 2014.

Il dossier statistico sull’immigrazione 2015 realizzato dal centro studi Idos, che sarà pubblicato in autunno, rivela appunto un aumento degli italiani residenti all’estero di 155.000 unità contro i 92.000 immigrati residenti legalemente nel nostro Paese. Dati che fanno riflettere, sopratutto perché il numero complessivo degli italiani che vivono all’estero (4.637.000) si sta avvicinando a quello degli stranieri presenti in Italia (5.014.000).

ogni anno oltre 13mila italiani si trasferiscono nel regno unito

Contestualmente c’è anche il fenomeno dell’immigrazione di passaggio in Italia. Sono infatti 170mila i profughi e i rifugiati che nel 2014 sono sbarcati nel nostro Paese per lo più diretti verso altri Stati europei. Come contropartita va detto, però, che nel 2014 ci sono stati anche 130mila cittadini stranieri che hanno ricevuto la cittadinanza italiana. Per lo più figli di genitori stranieri nati in Italia che, una volta raggiunta la maggiore età, hanno acquisito il diritto di cittadinanza.

Le possibili conseguenze dello scambio migratorio ricadono anche sull’invecchiamento complessivo della popolazione. I giovani fuggono all’estero, delusi dall’immobilità nostrana. Non sbaglia chi dice che l’Italia è un paese per vecchi, perché è anagraficamente corretto: l’età media della popolazione italiana è 44,4 anni e gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 21,7% della popolazione, contro una media degli anziani italiani all’estero del 19,9%.

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